Recensione di Non Chiamatele Fake News – Valentina Petrini

Recensione di Non Chiamatele Fake News – Valentina Petrini

Non Chiamatele Fake News è il primo libro di Valentina Petrini, la giornalista conduttrice di Nemo (insieme ad Enrico Lucci) e dal 2019 di Fake – La fabbrica delle notizie sul canale Nove.

In questo libro la Petrini, nata a Taranto nel quartiere Tamburi, quello devastato dall’inquinamento dell’ex Ilva, ci apre gli occhi sulle molte bugie che ci vengono raccontate.

Ogni giorno, attraverso i media e i social, sistematicamente, con assoluta cognizione di causa, ci vengono infatti propinate tantissime notizie false.

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Non è mai casuale, queste sono sempre al servizio di qualche preciso scopo e in nome di questo ci strumentalizzano orientando i nostri pensieri, le nostre indignazioni, poggiandosi sulla nostra ignoranza.

Viviamo in un contesto storico sociale in cui ci informiamo sempre di più tramite ciò che troviamo online, dove le notizie sono tante, tantissime, e non facilmente verificabili.

E soprattutto dove se si fa circolare una notizia falsa sarà poi davvero molto difficile, una volta scoperta, far emergere la verità con la stessa potenza di fuoco.

Non Chiamatele Fake News affronta molti argomenti come il clima, i vaccini, il 5G, l’immigrazione e le relative inchieste.

Ci regala un approfondito e lucidissimo spaccato della nostra società, dei meccanismi che ne muovono alcuni fili.

Ci racconta di lei, la sua esperienza e la sua volontà di andare sempre a fondo, di far luce sui fatti, sulla verità.

«Non sto scrivendo un manuale, ma un libro partigiano dove racconto il perché delle mie scelte professionali sul campo e la mia visione del giornalismo»

Anche attraverso esempi, immagini, titoli di giornali, articoli, tematiche diverse tra loro, Valentina Petrini ci rivela gli strumenti adottati per arrivare sempre al nocciolo della questione.

Per non farsi raggirare, non cadere nelle trappole, non essere megafono di bugie che non sono mai semplici bugie.

Sì perché ciò che certamente ci resta cristallino nella mente a fine lettura è che:

«Non sono solo fake news quelle che circolano su fatti come la pandemia da Sars-CoV-2 o l’immigrazione. Se così fosse, sarebbero più innocue. Sono invece armi di distrazione di massa, fenomeno più complesso e preoccupante, strategia per la raccolta del consenso».

Conoscere, studiare, scavare a fondo, essere curiosi, non adagiarsi e non abbassare mai la guardia, sono alcune delle cose che ci possono e potranno nel tempo aiutare a non diventare burattini che ballano a comando.

Il libro è in ogni suo aspetto molto interessante per gli argomenti che mette in campo e per come vengono trattati.

Ho molto apprezzato il capitolo su uno strumento che da anni uso per informarmi ed essere anche parte attiva: Avaaz e la lotta alla disinformazione e in Appendice Intervista ai giganti del web.

Perché è importante per ciascuno di noi poter contare su un’informazione credibile che produce conoscenza, o almeno nel saperla riconoscere.

NON CHIAMATELE FAKE NEWS – CHIARELETTERE – 2020