Recensione di The Passenger Roma – AA VV

Recensione di The Passenger Roma – AA VV

The Passenger Roma è un numero dedicato alla città, a 150 anni dalla proclamazione di capitale. Né ammiccante o celebrativo è un reportage, che ti obbliga ad andare oltre gli stereotipi che la circondano.

Non lo posso negare “Roma ti odio, Roma ti amo”, questo spesso è stato il mio punto di vista su una delle città più complicate d’Europa, sulla mia città.

Un approccio un po’ troppo adolescenziale. La nostra relazione dovrebbe essere  più adulta.

Ecco The Passenger Roma è quel trampolino verso “l’età adulta”. Un inizio almeno.

È facile intuire vivendola, o semplicemente attraversandola, cosa la renda amabile e detestabile allo stesso tempo.

Diverso è soffermarsi su alcuni aspetti di questo gigante. Come una balena alcuni aspetti emergono altri restano sommersi.

Ed è in quel sommerso che The Passenger Roma ci accompagna.

I saggi sono dedicati agli aspetti urbanistici, sociali, culturali e criminali di questa metropoli.

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Le riflessioni ci conducono agli albori di “Roma Capitale” nella storia e nella logica delle scelte urbanistiche. Prendendo atto delle “mappe” dell’abusivismo “dilagato” e dilagante.

Una “città cipolla” il cui primo strato è il suo passato, il suo mito, ma ce ne sono altri come i suoni, le abitudini, le follie, le storie.

La capitale d’Italia è tanto, forse tutto troppo insieme, è concreta, è onirica: un territorio sterminato straripante di contrasti e di emozioni.

“A ben guardare sono infinite le contraddizioni e gli opposti conciliati da Roma, una città “incredibilmente ingannevole: sembra ciò che non è ed è ciò che non appare”.

Insolito e interessante, all’interno del volume, l’omaggio al fiume Tevere: l’anima della città che sembra rabbonirla con il suo eterno scorrere.

Il fiume che ci riconcilia sempre, con la vita, con i nostri pensieri, con Roma nonostante tutto il suo disordine, l’amarezza, il cinismo e la sciatteria “der casino che è sta città”.

“Inutile cercare di imporre una propria legge sul caos che regna, sulla natura sovrana, sulla casualità insondabile, sul destino, il fato o gli dei o qualunque sia la divinità o l’essenza che regge le sorti delle nostre vite. Il tempo passa. Passa come l’acqua di quel fiume che pure rimane sempre lo stesso.”

THE PASSENGER ROMA – IPERBOREA – 2021

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