Per Te Soltanto, Bambino è la risposta riuscita alla lotta (infinita?) tra impulso e razionalità.

Sono componimenti liberi, sinceri e profondi senza la gabbia di un titolo ma con un filo conduttore comune che li rende fruibili al massimo.

La nostra mente è l’altalena sulla quale decide di salire Filippo Parodi in Per Te Soltanto, Bambino. Una giostra mnemonica dove i sentimenti si scontrano con gli istinti con risultati devastanti, infiniti e sorprendenti in cerca di un costruzione verso un pensiero unico.

Il bambino che è dentro ognuno noi vuole uscire con prepotenza, dopo che la maturità apparente, fisica, lo ha sepolto sotto una montagna di azioni ragionate e motivate alla crescita spirituale. Ma l’anima non si può prendere in giro e qualcosa d’irrisolto, dentro di noi, prima o poi tornerà a tormentarci. O a stupirci se riusciamo a capire come rendere positiva l’energia che proviene dal nostro mondo più interiore.

Quel mondo che vorrebbe solo regole personali, senza falsi altruismi, e con la necessità di ottenere tutto ciò che si vuole, subito, all’istante, e per un tempo relativo. Scandito da un’irrazionalità adorabile che sprigiona tenerezza e della quale ognuno di noi ne sa qualcosa.

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C’è però il bisogno spontaneo di stare bene, o sentirsi meglio, e il desiderio di trasformare questa battaglia anteriore in un armistizio. Magari con l’ausilio di una ‘maga’ che sappia intervallare i pensieri del bambino con quelli dell’adulto creando un ‘tapping’ mentale che a forza di rimbalzare da un lato all’altro produca giovamento alla persona afflitta da tanta sincerità.

“Ci siamo imbattuti in vaghezze di confine,

nella trappola del petto,

all’interno di trincee.

Nello schianto del presente,

sul binario abbandonato,

ma proprio sul finire nell’azzurro della voce.”

Il pensiero allora si distende e si dilata verso una nuova dimensione. Una nuova luce apparirà nel conflitto che cambierà le prospettive del viaggio spirituale. Affiora una nuova visuale. Un istinto nell’istinto. Forse anche la parte adulta può essere d’aiuto a quel bambino che a forza di sbagliare si potrebbe scovare all’angolo di una disperazione cieca?

E quel bambino riaffiorando con esuberanza non vorrà dire a modo suo qualcosa di preciso e sensazionale all’adulto che lo combatte?

La lotta potrebbe finire ma il gioco di forze tra quello che siamo e quello che vorremmo essere resta in equilibrio appena. In una stasi che non è mai certa, ma dettata dalle necessità del momento che l’adulto può sfruttare ascoltando il bambino che è in sé.

Chissà che non sia questa la soluzione finale all’eterna lotta impulso e razionalità:

“Siamo, io e te

due levità che imparano

ad attaccarsi al suolo,

da anni,

ogni giorno:

quando vuoi volare ti trattengo io.

Puntuale, mentre fluttuo, ti aggrappi alle clavicole.”

Leggendo Per Te Soltanto, Bambino, sicuramente ne avremo una testimonianza forte e utile a chiunque di noi voglia mettersi in gioco in tal senso.

PER TE SOLTANTO, BAMBINO – POLIMNIA DIGITAL EDITIONS – 2018

   

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