Salute S.p.A. è un racconto attento sulla situazione attuale della sanità italiana. Sempre più lontana dal cittadino perché più vicina a realtà che ne sfruttano le peculiarità economiche e i lati negativi.

I media ci hanno abituato a orecchiare la parola ‘malasanità’ come risposta a un fenomeno che nella struttura sanitaria di turno è legato a un possibile errore nella gestione di un paziente. L’Italia però è anche un Paese di eccellenze nel campo medico ma esce sempre troppo poco spesso rispetto ai casi che riempiono e gonfiano le varie cronache locali.

In Salute S.p.A. c’è un’analisi certa sulla situazione reale dell’eterna lotta tra Stato e compagnie assicurative riguardo alle assicurazioni sanitarie e a quelle professionali legate a medici e paramedici.

Dove finisce il guadagno e dove inizia il servizio per il cittadino di una compagnia assicurativa?

Le aule dei tribunali sono piene di richieste di risarcimento che vorrebbero dare un senso alla domanda precedente, ma difficilmente ci riescono. Perché il mondo delle assicurazioni è comunque legato al business, mentre il mondo dell’assistenza sanitaria, lo dice la parola stessa è legata alla salute del cittadino.

Salute del cittadino sancita dalla stessa Costituzione, un gioiello di lungimiranza verso i diritti umani, ma che spesso, forse sempre, viene scavalcata da interessi gretti e limitati al breve periodo del legislatore e degli organi preposti a difenderla.

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Ecco perché in Italia si vive questa situazione di stallo. Sempre più persone chiedono il diritto alla salute, ma lo Stato nega le possibilità adeguate chiedendo aiuto alle compagnie assicurative che dal canto loro scappano in nidi più sicuri e profittevoli. Come per esempio, le assicurazioni sanitarie che riguardano le strutture private.

Secondo Salute S.p.A. è questo uno dei nuovi business assicurativi del momento e del futuro prossimo. E sembrerebbe che anche lo Stato dal canto suo potrebbe approfittarne in varie forme e situazioni.

Inoltre, le assicurazioni costano moltissimo allo Stato, Regioni in primis, e la possibilità dell’autoassicurazione è un’opportunità da decifrare. Se sul breve periodo potrebbe far risparmiare centinaia di milioni di euro di polizze su strutture e personale, ma sul lungo periodo chi pagherà i risarcimenti chiesti dai cittadini e dovuti quindi dallo stesso Stato?

Sono domande estremamente scomode che dovrebbero riempire le pagine dei giornali, le homepage dei siti d’informazione, ma che invece vengono messe in secondo piano dagli episodi di malasanità. Situazioni brutte è vero, ma che se paragonate ai tantissimi casi invece di buona sanità diventerebbero sicuramente un ago della bilancia meno pesante.

Eppure andiamo avanti così, senza una guida certa, con i dati tra sinistri verificati e premi pagati che mettono in contrapposizione lo Stato con le stesse assicurazioni che di certo non fanno del solidale un loro credo di business. Anzi, dove non c’è guadagno, secondo loro, non ci può essere nemmeno tanto rischio.

Estremamente utili alla comprensione dell’argomento sono le interviste finali dedicate a un broker assicurativo, un liquidatore e un medico legale. Tutte persone che sanno di cosa parlano e con coraggio e generosità hanno scelto di raccontare il loro mondo di ‘insider’ nei mondo assicurativo e sanitario.

SANITA’ S.P.A. – CHIARELETTERE – 2018

   

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