Recensione di Sundara – Mauro De Candia

Recensione di Sundara – Mauro De Candia

Sundara è la seconda raccolta di poesie, edita Ensemble, nata dalla penna dell’insegnante di Lettere Mauro De Candia.

Emerge fin da subito quanto le pagine di questo libro siano ricche di immagini che si susseguono, e hanno la consistenza del caramello che si sta raffreddando.

Sundara durante l’intera lettura ci dona tanti stimoli diversi e ogni volta che si rileggono le sue poesie se ne scovano di altri, e altri ancora. Sperimentato!

La mia testa è una stanza larghissima,

un bestiario di arazzi interiori.

Tu, vieni.

Bussando sulla porta di ogni occhio

si spalancano,

fiammanti come anemoni di mare,

pop-up di nervi cerebrali.

Così eccoci nell’angolo destro, in fondo:

la prospettiva della mia stanza si arriccia

velocemente come un gatto

sotto una lampada chiamata Bluette.

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De Candia ci fa entrare per un po’ nella sua testa, ci regala la chiave di lettura del suo mondo, e sa gestire la lingua magistralmente nei suoi componimenti, come un giocoliere navigato con 50 birilli tra le dita.

Un giorno avrai

le mani profonde dei saggi

e un gorgo di silenzi scompigliati,

dentro.

E col silenzio

inventerai la talpa-sirena

e la volpe-gabbiano,

cavalcherai la falena testa di morto

superando il sempiterno macramè

della Tour Eiffel,

e guarderai la vita

come si guarda la sirfide

dalla faringe di un fiore di carne,

e ti incarnerai

in milioni di finestre e vetrine,

urbano spettatore rupestre

di un’umanità sbilenca,

che ciondola le gambe avanti e indietro

sulle strade.

Leggendo Sundara la vivida impressione che ho avuto è che gli occhi di Mauro De Candia vedano le cose in maniera diversa, riflettendole dunque da un diverso punto di osservazione.

Al mercato di Z.

Una signora in carrozzina.

Un cane sul grembo della signora in carrozzina.

Un collare sul collo del cane sul grembo della signora in carrozzina.

Un collare sulla vita della signora in carrozzina.

Accanto strepita di pece

una giovane coppia-chimera.

Un solo collare è sui colli stretti della coppia:

rimbalzano come anguille adirate spine dorsali

imprigionate tra i banconi e i marciapiedi,

come la loro vita,

che è più in carrozzina di quella della signora.

Sorride la signora,

la sua mano alata è libera,

e accarezza il cane.

Ci viene proposta una nuova visione di ciò che ci circonda, dal punto di vista di quello che l’autore nota, su cosa pone l’attenzione e su come traduce in lingua tutto ciò.

Questo rende tutto molto affascinante e coinvolgente.

Buona lettura!

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SUNDARA – ENSEMBLE – 2021

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