Vinology, una citazione:

“Nello scriverlo, ho pensato che i lettori lo avrebbero usato come un testo di riferimento per togliersi una curiosità, o per addentrarsi con semplicità in un mondo complesso. E magari anche, perché no, per stupire gli amici nella degustazione “alla cieca”, cioè quando ti ritrovi da solo davanti al liquido che ondeggia nel calice e ti viene chiesto di riconoscere il vino.”

Come si sceglie, degusta e abbina un buon vino? Che differenza c’è tra un Pinot nero di Borgogna e uno dell’Alto Adige? Quante e quali sono le Doc italiane? Quando si rimanda indietro una bottiglia? Come si serve il vino?

Sono alcune delle tante risposte che possiamo trovare in Vinology, la guida visuale ai vini d’Italia e del mondo, ideato e scritto da Alessandro Torcoli, disegnato da Antonella Giardina ed edito da Rizzoli.

La sapienza italiana del vino raccontata con il linguaggio dell’infografica: una guida innovativa, pratica e smart che svela l’universo vinicolo con chiarezza divulgativa, soddisfacendo ogni curiosità attraverso specifiche schede ed approfondimenti ma, al contempo, smontando i pregiudizi culturali che lo vogliono prodotto solo per “iniziati”.

Come elemento introduttivo del libro, troviamo 19 tavole di “iniziazione al vino”: dalla temperatura alla degustazione, con le regole auree, sempre valide, da tenere in considerazione.

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A seguire, ben 85 “carte d’identità” con i più diffusi vini e vitigni, autoctoni e internazionali, riportano per ognuno la esaustiva descrizione dei bouquet e della struttura, delle annate migliori e delle caratteristiche organolettiche, dei terroir e degli abbinamenti, con cenni storici e curiosità di estremo rilievo.

Concludono poi l’opera le 40 mappe delle principali regioni viticole del mondo.

Eccezionalmente fruibile, visivamente accattivante ma non scevro di grande utilità pratica per chiunque non disdegni la compagnia di un bicchiere di vino a cena o in occasioni sociali, “Vinology” si rivela una vera e propria miniera di informazioni per accrescere le proprie conoscenze di quel mondo magico che è quello vinicolo.

Forse non tutti sanno che, ad esempio, la leggenda narra che Dom Pérignon – il monaco cui si deve l’invenzione dello Champagne alla fine del Seicento – ebbe la grande idea di ammorbidire e addolcire i vini acidi e magri della regione (dal clima continentale e freddo) grazie al metodo della seconda fermentazione e all’aggiunta del dosaggio (l’aggiunta di zucchero al momento della “sboccatura”).

Invece che l’Aglianico – il cui nome vuol dire “della pianura” – è definito da molti il “Barolo del Sud”, in virtù della sua combinazione di acidità e tannini che ricorda i caratteri del Nebbiolo e della sua straordinaria serbevolezza. Che la Barbera è “femmina”, anche se i più maschilisti, quando il vino si fa serio, tendono a dire “il” Barbera.

Oppure che il Cabernet Sauvignon può essere definito il “vino dei due mondi”, visto che si adatta bene ai diversi climi del pianeta, esprimendosi in maniera differente sia nel vecchio continente che nel nuovo mondo (Cile, Argentina, Australia, Sudafrica). Che il Lagrein è figlio del Teroldego, fratello del Marzemino, nipote del Pinot e cugino del Syrah?

Un approccio di “leggerezza sostanziosa” che rende il libro fruibile su più livelli: intrigante per i curiosi, godibile per gli appassionati, utilissimo per gli esperti.

Se già amate il vino, dopo questa lettura lo amerete ancora di più.

Tenendo Vinology sempre a portata di mano.

VINOLOGY – RIZZOLI – 2019