Recensione di Scrittori Dalle Metropoli – Andrea Berrini


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Scrittori Dalle Metropoli, di Andrea Berrini, ha innanzitutto una bella prefazione, ne segue un brano:

“Ce ne sarebbe non per un solo libro, ma per un diario in perenne aggiornamento, una summa di rendiconti quotidiani intorno a un macro cosmo in evoluzione. Devo limitarmi al carotaggio: estraggo la trivella e studio i frammenti e i materiali impigliati nelle sue volute. Mi concentro sui pochi personaggi che ho conosciuto meglio. Anche perché qui tutto cambia troppo in fretta. È frustrante quanto esaltante confrontarsi con la rapidità dell’Asia, componi una frase e dopo pochi mesi ti si scioglie tra le mani: appartiene già al passato.”

Ah, l’amata Asia… Andrea Berrini, scrittore giornalista ed editore, fondatore della casa editrice “Metropoli d’Asia”, si impegna da anni a far conoscere qui da noi gli scrittori contemporanei asiatici.

In Scrittori Dalle Metropoli, Berrini ci accompagna utilizzando una sorta di escamotage: parlare di e con gli autori per parlare anche delle città e delle culture, in continua trasformazione, dalle quali traggono linfa ed ispirazione per le proprie storie, anche per dare una scorsa alla middle-class asiatica del nuovo millennio, con le differenze, le idiosincrasie, le specificità che la rendono un “terzo altro” rispetto alla borghesia (se ancora esiste) occidentale.

Il viaggio inizia a Pechino con il poeta e regista Zhu Wen, uomo difficile, bizzarro, complesso e al contempo vulcanico, con lunghi pranzi e chiacchierate sui temi della società e della post modernità nel Celeste Impero, in una Pechino metropoli vitale ma ordinata nella quale l’autore ritrova però scampoli di atmosfere e impressioni della Milano degli anni 50 e 60.

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Si arriva poi a Mumbai con Annie Zaidi, poetessa e collaboratrice di blog letterari, ma anche giovane e coraggiosa reporter nella caotica metropoli indiana.

Autrice anche di romanzi “rosa” rivolti al pubblico femminile indiano. Una giovane donna, ancora indecisa sul taglio da dare a se stessa e alla sua carriera, interessata al male ed alle conflittualità economiche, sociali, religiose e di genere in una società tradizionale ancora sospesa tra la cristallizzazione e la secolarizzazione dei costumi e delle relazioni tra i sessi.

A Singapore, troviamo Fong Hoe Fang, editore appassionato vecchio stampo, con la passione per storie che hanno per protagonisti idealisti e dissidenti, in una Singapore che, pur sempre ricca, autoritaria e hi-tech, non può nascondere la sua natura di porto franco di lingue ed etnie differenti.

Si torna poi in India, a Delhi, dove incontriamo Ambarish Satwik, chirurgo e scrittore d’avanguardia, autore cerebrale in una metropoli che utilizza la polvere delle proprie strade per ammantarsene come fosse cipria e, infine, nel bel mezzo della Cina, da Ou Ning, giovane direttore della più innovativa rivista letteraria cinese.

In Scrittori Dalle Metropoli rimangono impresse nelle pagine storie, facce e aneddoti di questi autori. Di quella fucina di parole e silenzi che è il continente asiatico. Ma è impossibile farsi un’idea lineare del tutto, perché tutta l’Asia corre, immersa dentro un infinito time lapse.

Mentre noi, invece, siamo fermi al giallo del semaforo.

SCRITTORI DALLE METROPOLI – IACOBELLI EDITORE – 2017

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