Annamo Bene di Autori Vari – Giunti


Annamo Bene Recensioni

Annamo Bene è arrivato finalmente. Si tratta del ricettario della Sora Lella che tutti abbiamo conosciuto nei film di Carlo Verdone, come sorella di Aldo Fabrizi o per il rinomato ristorante nei pressi dell’Isola Tiberina a Roma.

Proprio di quest’ultimo si parla perché a tanti anni di distanza dalla scomparsa della compianta Elena Fabrizi, possiamo finalmente entrare nella sua cucina, metterci la parannanza e preparare noi stessi quei piatti resi celebri dalla tradizione romana e da lei stessa.

In Annamo Bene, i nipoti Renato, Mauro, Elena e Simone Trabalza insieme alla giornalista enogastronomica Francesca Romana Barberini raccontano la Sora Lella, prima come donna, poi come personaggio e infine come cuoca.

Immancabile l’introduzione di Carlo Verdone con il racconto di quel rapporto speciale nato sui set dei suoi film “Acqua e sapone” e “Bianco rosso e verdone”. In modo commuovente e storico ci dipinge i tratti caratteristici di una donna che incantava anche con uno sguardo.

“Sul suo viso, nella sua mole, nell’andatura lenta e dondolante, nel suo modo di parlar schietto, pieno di espressioni dialettali quasi ottocentesche, belliane, si condensavano tutti gli elementi di una vera donna del popolo di altri tempi. Saggezza, buonumore, scoglionamento, filosofica rassegnazione, battute taglienti e sguardo sornione finivano per identificarla con quelle matrone della Roma antica così ben rappresentate da Fellini nei suoi primi film.” (dall’introduzione di Carlo Verdone)

Segue poi il racconto della giornalista e fan Francesca Romana Barberini e una commistione di aneddoti dei quattro nipoti mischiati con brani tratti dal libro “Il mio amico albero di fico” del figlio della Sora Lella, ovvero Aldo Trabalza. Viene ripercorsa tutta la storia di Elena Fabrizi tra gioie e dolori e la nascita e il successo della sua capacità a cucinare alla grandissima per tante persone insieme.

Annamo Bene è un ricettario pregno di amore e storia, di sconfitte e di vittorie, di fatica, sacrifici e voglia di riuscire, tutto costellato da una passione per la cucina unica. E per questo senza eguali.

“Ci sono le domeniche al mare e le scampagnate, gli odori dei muri di casa, la ricerca dei fornitori, i racconti di famiglia, l’amore dei nonni e l’unione dei fratelli, la cultura gastronomica regionale, la gentilezza delle cose buone, la capacità di parlare ai clienti, la storia di Roma, la celebrità e il duro lavoro. La vita che ci trascina con sé.”

Si parte con le indicazioni generali come temperatura dell’olio, cosa s’intende per padella e come fare al meglio una minestra. C’è qualche preparato di base, tipo la ‘Salsa delle puntarelle’ o la ‘Crema d’aglio’. Le accortezze per preparare al meglio gli gnocchi e altro ancora prima di entrare con il tappeto rosso dentro il vero ricettario.

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Si apre con la foto di un abbacchio non cucinato, prima ancora di effettuare i tagli necessari per metterlo in cottura. Le immagini contenute in Annamo Bene rendono ancora più verace il libro. La prima ricetta, neanche a dirlo, è ‘Abbacchio alla cacciatora’ che ammalia il lettore già dall’immagine e lo trasporta nella ricetta dove le spiegazioni sono raccontate come tra amici in cucina. E spesso ci sono indicazioni particolari, correzioni, e aggiustamenti che avvicinano qualunque tipo di cuoco, anche quello meno esperto alla ricetta proposta.

Sparse per il libro ci sono frasi dall’alto contenuto filosofico celato in detti romani. Tipo ‘Dije de sì e daje da beve’ che intende proprio che quando qualcuno ti sta importunando con concetti per te non veri, allora gli dici di sì e gli dai da bere per farlo smettere. Soluzioni pratiche ed efficaci per la vita di tutti i giorni.

Dopo l’abbacchio c’è una sezione dedicata ai carciofi tra quelli alla romana e quelli alla giudia che spiega come prepararli al meglio. E tante altre ricette.

Con il capitolo dedicato al quinto quarto entriamo in una logica sostenibile di cucina. Con quelli che venivano definiti scarti dell’animale ma che invece rendevano alla grande se preparati con cura. Tipo le ‘Animelle al marsala’ o la ‘Coda alla vaccinara’ o ancora i ‘Rigatoni co’ la pajata’. Piatti che oggi sono tornati in voga trapiantati in tanti ristoranti ma partiti da cucine povere che dovevano sfangare un pasto.

Poi c’è un capitolo dedicato al ‘Pecorino romano’, che senza di lui la cucina romana non sarebbe la stessa, si parte con i ‘Ravioli cacio, pepi e menta’ con la preparazione completa. Anche dei ravioli. Ci sono anche piatti come ‘Spaghetti alla gricia’ e ‘Insalata di puntarelle, arzilla e pecorino’.

In seguito si passa a sua maestà il guanciale con un’immagine tronfia e lussureggiante di un grosso esemplare bello in primo piano. Dopo il consueto racconto dell’ingrediente si passa all’azione con una ricetta della tradizione contadina che ha fatto storia nelle trattorie romane, ovvero la ‘Vignarola’ qui proposta come ‘Rigatoni alla vignarola’. I rigatoni poi sono anche ‘alla carbonara’. E poi il piatto storico degli ‘Gnocchi all’amatriciana’.

Poi si passa alle carni con l’ennesima foto accattivante di un ingrediente come apripista. Si parte con ‘Guancia di manzo brasata’. Tanti i piatti presenti in questa sezione. Tutti speciali tipo le ‘Polpette di bollito impanate e fritte’, i ‘Saltimbocca alla romana’ e ‘Polpettine in umido di Nonna Lella’.

Poi c’è la sezione dedicata all’orto che inizia con ‘Melanzane alla parmigiana della Sora Lella’, le ‘Puntarelle con salsa di alici’, la ‘Panzanella romana con il Casalino’ e tantissime altre.

Poi c’è il capitolo del pesce che come noto ai romani assume connotazioni del tutto autoctone come per la ‘Pasta ceci e vongole’ come i ‘Paccheri a modo mio (con baccalà, cozze e pecorino) e la notissima ‘Pasta broccoli e arzilla’.

Si prosegue col pollo con i ‘Supplì con le regaje de pollo’ e infine si va ai dolci con le tante proposte tipiche del ristorante che hanno fatto storia negli oltre cento anni di onorato servizio.

In tutte parliamo di una sessantina di ricette che profumano di una Roma mai dimenticata e ancora oggi attraente e pure ricercata.

Questo libro è anche un ottimo regalo per l’amico/a appassionato di cucina romana in cerca della sfumatura giusta.

ANNAMO BENE – GIUNTI – 2022

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