Taddeo In Rivolta di Stefano Amato – Recensione

Taddeo In Rivolta di Stefano Amato – Recensione

Taddeo In Rivolta, una citazione:

“Credo che viviamo in un mondo assurdo, un mondo talmente assurdo che l’unico modo per viverci è comportarsi in maniera altrettanto assurda.”

Taddeo In Rivolta è un moto di ribellione contro il mondo e la sua ingiustizia.

È grasso, introverso, il suo autore preferito è Camus: a Cirasa Taddeo si sente solo contro tutti, perché ignoranza, prepotenza e sciatteria regnano sovrani.

A trentadue anni, è quasi tentato di farla finita. Una sera, mentre cena in una piazza con la madre poliziotta, assiste all’ennesima scena di violenza.

Un energumeno prende a pugni in faccia un ragazzino inerme, colpevole, ai suoi occhi, di essere omosessuale.

Il bullo è ben noto alle forze dell’ordine: si chiama Gioacchino Spagna, entra ed esce di galera, ma di fatto viene lasciato libero di spadroneggiare per la città.

È per colpa di gente come lui che il mondo cola a picco, Taddeo ne è convinto. D’un tratto, non sopporta più l’idea che nessuno lo fermi. E allora dice basta, riprende in mano la sua vita e progetta il delitto perfetto.

Taddeo si trova al minimo storico per quanto riguarda la sua salute mentale e emotiva, si trova a un bivio, deve decidere se lasciare perdere tutto perché la sua depressione è arrivata al massimo, oppure reagire.

Tutto quello che gli serve è uno scopo, sa di averne bisogno. E lo trova.

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Il personaggio di Taddeo, grasso e indolente giovane uomo di talento, all’inizio ricorda il bonario Ignatius O’Reilly tratteggiato da John K. Toole in ”Recensione di Una Banda Di Idioti – John Kennedy Toole.

Nelle prime pagine il lettore è spinto quasi a identificarsi con Taddeo, però più va avanti la storia più ne prende le distanze.

Da nerd colto e semi-depresso diviene un giustiziere glaciale e questo crea una vertigine nella storia.

Dalla compassione per lui si vira poi verso la repulsione per l’atto commesso e le sue conseguenze.

Questo è uno dei temi principali del romanzo: qual è il confine tra giusto e sbagliato? È lecito compiere il male per sconfiggere un altro male, apparentemente incurabile?

Stefano Amato è nato e vive a Siracusa. I libri e la lettura lo appassionano da sempre: per anni ha lavorato in una libreria, raccogliendo nel suo blog pluripremiato, L’apprendista libraio, aneddoti tratti dalla sua esperienza. Ha collaborato con moltissime riviste letterarie e recentemente ne ha fondata una, A4 (aquattro.org).

In Taddeo In Rivolta Amato coniuga bene la commedia dell’esistenza con la tentazione di essere onnipotenti.

Taddeo capisce di aver avuto una buona idea perché solo grazie ad essa, piano piano, esce da quel pantano emotivo in cui si trovava prima di maturare la sua decisione.

Camus sosteneva che l’unica strada per la felicità è quella di abbracciare l’insensatezza della condizione umana.

Il mondo è assurdo e, per allinearsi ad esso, Taddeo decide di divenire assurdo anch’egli.

Guidato dai suoi amati libri, diventerà un uomo nuovo, ma a quale prezzo?

TADDEO IN RIVOLTA – MARCOS Y MARCOS – 2022

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