Ogni Parola Che Sapevo, una citazione:

“Un mese tra ospedale e clinica, il mese più lungo, più sconvolgente, più incisivo della mia vita, dove ho perso ogni parola che sapevo. Eppure, non so perché, sono sicuro di tornare a casa con un modo di comunicare più profondo di prima.”

Ogni Parola Che Sapevo racconta la vicenda che Andrea Vianello si è deciso a raccontare: la storia di un ictus, del suo ictus.

Nel caso specifico, si è trattato di un’ischemia cerebrale che il 2 febbraio 2019  ha colpito il lato sinistro del cervello, causata da una dissecazione della carotide.

Una brillante operazione d’urgenza, nonostante una gravissima complicazione sul tavolo operatorio, è riuscita a tenerlo nel mondo dei vivi, ma nulla ha potuto rispetto al danno che si era già propagato: di colpo le sue parole erano perdute.

O meglio: nella sua testa si stagliavano chiare e nette come sempre, ma all’atto pratico uscivano in una confusione totale, fonemi a caso, ingarbugliate e incomprensibili.

Una prospettiva terribile per chiunque, ma ancora di più per lui, che delle parole ha fatto un’identità e un mestiere, quello di giornalista televisivo.

Ogni Parola Che Sapevo è un viaggio in un inferno molto diffuso, l’ictus e i suoi danni, che a volte presenta un percorso terapeutico e riabilitativo che non esclude il ritorno.

Perchè le parole che Vianello sapeva sono state in qualche modo tutte recuperate.

Ogni Parola Che Sapevo se vuoi lo compri QUI

Ma l’aspetto interessante, che fa della sua testimonianza una storia da leggere, è che a quelle che già sapeva Vianello ne ha aggiunte di nuove.

Le parole che raccontano il calvario personale di chi scopre la sua vulnerabilità fisica, quelle che descrivono la brutta sensazione di ritrovarsi esposto in poche ore dai riflettori di un studio tv ai meandri della sanità pubblica.

Parole che bisogna trovare per continuare a combattere ogni giorno, tutti i giorni, contro gli strascichi dell’infortunio subito, anche quando è alle spalle.

Ma anche quelle degli affetti, a volte sopite o date per scontate, e che invece possono riempire un intero vocabolario.

Pagine ricche di umanità e delicatezza che vanno dritte al cuore e che commuovono, senza voler indulgere nella lacrima facile ma cercando di far capire al lettore tutte le cose piccolissime della nostra quotidianità che diamo per scontate.

Ogni Parola Che Sapevo è il racconto di un anno difficilissimo e la storia di come si venga a creare, post trauma, un rapporto diverso con se stessi.

Non solo, scrivere un libro su tutto ciò che si è passato è anche un modo di farne una terapia e di trasmettere consapevolezza e forza a chi vive un dramma simile.

Un libro sincero, emozionante, a volte ironico, ma sempre pieno di speranza, che racconta il quotidiano ma l’inevitabile coraggio di chi si trova d’improvviso ad affrontare una lunga e spesso solitaria traversata del deserto.

E che nonostante tutto riesce, forse, a recuperare la sua parte migliore.

OGNI PAROLA CHE SAPEVO – MONDADORI – 2020