Recensione di Gli Iperborei – Pietro Castellitto

Recensione di Gli Iperborei – Pietro Castellitto

Gli Iperborei, opera prima di Pietro Castellitto, è un romanzo che potremmo paragonare a un’ infinita caduta senza mai un atterraggio.

E per questo la lettura è un vortice di sentimenti contrastanti.

Né speranza di arrivare, né frustrazione di non farcela. Il destino di queste pagine è regalare il senso di ciò che è e sarà sempre sospeso. Definire il Vuoto.

I protagonisti Guenda, Aldo, Stella, Ciccio, Poldo sono tutti giovani dell’alta borghesia romana. Tutti “rampolli”. Vivono nei quartieri più ricchi della città. Conducono un’ esistenza al di  sopra di ogni limite.  Semplicemente perché limiti non ne hanno. Soldi, alcol, feste, droghe. Lusso sfrenato.  

La voce narrante a scandire la storia è quella  di Paolo Banchieri, detto “Poldo”. Sopravvissuto al cancro, con velleità da scrittore. Non è migliore degli altri. Come se l’ombra della malattia, avesse potuto scalfire quel “senso di onnipotenza – decadenza”.

In Gli Iperborei, pagina dopo pagina, veniamo accompagnati in una sorta di “Apocalisse dorata” dove si intrecciano racconti lucidi a visioni folli. Entriamo nelle vite di questi ragazzi svelandone le delusioni, le mancanze, i vizi. Scoprendo gli altarini di questi microcosmi apparentemente perfetti.

«Quel retaggio di compostezza e civiltà necessario ai ricchi per conservare la ricchezza dopo averla conquistata con ferocia e noncuranza.»

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Mentre “sotterranea” scorre la narrazione di alcune vicende familiari, dai risvolti torbidi, che chiamerà in causa ognuno dei protagonisti.

Questo romanzo è “antipatico”. Antipatica l’ umanità rappresentata. Antipatiche le famiglie, le ville, le barche, i suoni evocati dalla scrittura. Lo è perché non c’è ironia. È onnipresente una profonda e spietata crudezza nel raccontare il nulla. L’ oblio.

E per questo va letto. Per la sincera dichiarazione d’ intento: non c’è odio a cui attingere, né amore. Semplicemente non c’è salvezza.

«Prendo un libro azzurro di Harold Pinter. Rileggo il calapranzi. Pensiero: ”Lo champagne sarà esploso?”. Scendo in cucina. No. Stappo. bevo. Mangio salmone e uova. Caffè. Pornhub…Muoio su internet. Scrivo. Mangio croccanti all’amarena. È sera mi chiama Stella. Non rispondo. Mi richiama. Spengo il telefono. Esco. Range Rover. Impronte gatto. Tutto ancora . Tutto è bene. Roscioli. Controllo se c’è qualcuno che conosco. Via libera. Entro. Champagne. Alici del Cantabrico. Burro alla vaniglia. Patanegra. Burrata. Mezza carbonara. Baccalà. Pago. Cammino. Cinema Farnese. Guardo un film. Torno a casa. Scrivo. Video suora. Rido. Non mi masturbo. Tv. Aria Fredda. Cerchio rosso. E buonanotte. Mi alzo. Vago per casa, esco in giardino è così per cinque giorni.»

GLI IPERBOREI – BOMPIANI – 2021

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