Recensione di Il Crepuscolo Del Mondo – Werner Herzog

Recensione di Il Crepuscolo Del Mondo – Werner Herzog

Il Crepuscolo Del Mondo è la prova lampante che la realtà supera di gran lunga la fantasia.

Noi come esseri umani inventiamo continuamente storie, lo facciamo dalla notte dei tempi e le raccontiamo per incantare chi ci ascolta. Questa abilità nasce dalla nostra vita e dalle vicissitudini che si susseguono imprevedibili.

In Il Crepuscolo Del Mondo andremo alla scoperta del fiero e onorevole soldato Hiroo Onoda che non lasciò mai incompiuto un ordine ricevuto da un superiore durante la Seconda Guerra Mondiale.

Siamo in Giappone dove il rispetto e l’educazione sono principi imprescindibili e siamo anche nelle Filippine e precisamente nel’isola di Lubang dove il maggiore Taniguchi impartisce al tenente Onoda l’ordine di presidiare la stessa isola dall’attacco nemico.

“Questi gli ordini per lei,” prosegue Taniguchi. “Non appena le nostre truppe saranno partite da Lubang, avrà il compito di tenere occupata l’isola fino al ritorno dell’esercito imperiale. Dovrà difendere questa zona con la guerriglia, a qualunque costo. Prenderà tutte le decisioni in piena autonomia. Nessuno le imporrà ordini. Potrà contare soltanto su lei stesso. D’ora in avanti non ci saranno regole, sarà lei stesso a darsele.”
Onoda rimane impassibile. “Sì, signor maggiore.”
“A eccezione,” continua Taniguchi, “di un’unica regola: non le è permesso togliersi la vita. Se sarà catturato, darà al nemico informazioni fuorvianti.”

Così comincia la personale guerra del tenente Onoda. Nella fitta giungla di una piccola isola a ovest della capitale Manila. Un luogo che diverrà una terra da presidiare. Un punto di rottura tra l’equilibrio mentale e l’oblio. E anche l’unica speranza che il Giappone non abbia perso la Seconda Guerra Mondiale.

Onoda sarà affiancato da tre militari Shimada, Kozuka e Akatsu, i primi due cadranno in questa assurda immaginaria battaglia contro un nemico cessato da un pezzo. Mentre il terzo disonorerà se stesso e il suo gruppo abbandonandosi al nemico.

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La giungla è un luogo inospitale all’inizio ma si trasforma in casa se sai addomesticarla. E’ anche un’arma di difesa più forte delle pallottole. Così Onoda si nasconderà il lei sprofondando nei meandri di se stesso.

Confonderà la realtà con il sogno e porterà fino in fondo il comando impartito dal suo maggiore. L’isola rimarrà presidiata fino a quando lo stesso Tanigachi sarà costretto a tornare a Lubang per confermare a Onoda che la guerra è finita. E lo è da ventinove anni.

Werner Herzog crea un racconto visionario di questa storia già surreale di suo. E intreccia la vita e la morte in un teatrino dell’assurdo fino all’epilogo con l’incontro dello stesso Onoda in un tempio sacro ma anche sacrilego.

“Posso sembrare un vagabondo o un mendicante,
Ma tu, luna silente, sei testimone dello splendore della
mia anima.”

Herzog ci porta a ragionare sulla condizione dell’uomo e sul suo continuo confronto con il presente, il passato e il futuro.

“Crediamo di vivere nel presente, ma il presente non può esistere. Cammino? Vivo? Sono in guerra? E che dire di tutte le distanze che aveva percorso all’indietro per ingannare il nemico? Anche il passo a ritroso era un passo nel futuro.”

Onoda nella sua personale guerra era solito camminare all’indietro per confondere le proprie tracce nella giungla. Ha imparato così a vedere il mondo anche da un altro punto di vista. E’ quello che dovremo fare un po’ tutti oltre a leggere Il Crepuscolo Del Mondo.

IL CREPUSCOLO DEL MONDO – FELTRINELLI – 2021


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