Recensione di Io, Dj – Claudio Coccoluto – Pierfrancesco Pacoda

Recensione di Io, Dj – Claudio Coccoluto – Pierfrancesco Pacoda

Io, Dj ha un sottotitolo: “perché il mondo è una gigantesca pista da ballo”. In questo sottotitolo c’è l’essenza di un libro che nasce da lontano. Dagli albori della musica elettronica e ci traghetta con premura fino ai giorni nostri.

Claudio Coccoluto è stato uno dei personaggi più importanti della scena musicale italiana passando non solo per la sua passione di dj ma anche per produzioni internazionali che hanno raggiunto per popolarità ogni angolo del nostro pianeta.

In Io, Dj andiamo alla scoperta di un uomo prima che di un dj dalla fama mondiale e lo facciamo tramite il suo sguardo, di quello di un suo amico e giornalista serio ed esperto come Pierfrancesco Pacoda e dalla visione tenera e commovente del figlio Gianmaria Coccoluto.

Questo trittico crea una commistione di punti di vista che dona al lettore un’emozione forte. La stessa che probabilmente avrebbe voluto il compiantissimo Claudio Coccoluto.

“Al dj chiedevano solo emozioni. Non importava quali dischi avessi con me.”

Ed è proprio dal concetto di emozioni che voglio partire per raccontare un libro pieno di storia e che ha come voce narrante quella di un grande uomo che non c’è più. E che inoltre in alcuni tratti rivela lati di un carattere, mite riconosciuto da tutti, ma sensibile in maniera smodata.

Per emozionare un pubblico, il primo che deve emozionarsi è proprio il dj che con la sua proposta musicale sente qualcosa nel profondo che esuli dall’assecondare i bisogni di chi è in sala. Così nascono quei ricordi indelebili che poi portano al fanatismo. Tutto sgorga dal ricordo di un’emozione speciale vissuta in discoteca.

E Claudio Coccoluto questo lo sapeva benissimo, frutto di un’anima speciale, di un cuore grandissimo e di una capacità di stare in mezzo alle persone senza bisogno di essere idolatrato.

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Come quando i tifosi del Napoli misero uno striscione per chiedergli di risolvere i problemi tra loro e la stessa società di calcio.

Napoli, una città che al dj ha dato tanto grazie anche alla creazione del gruppo avanguardista degli Angels Of Love. Coccoluto è sempre stato emozionato dal fascino dell’arte e proprio da qui inizia a creare qualcosa che va oltre alla discoteca con proposte coreografiche affidate a personaggi di spicco. Come Leopoldo Mastelloni.

Inizia così la fama di Claudio Coccoluto. Un dj che ha voglia di spingersi oltre per toccare terre mai battute. Farsi ammaliare dalla musica al punto di creare sempre qualcosa di nuovo.

Io, Dj è diviso in capitoli che riguardano capisaldi dell’uomo e del produttore musicale, oltre che del dj, ci sono menzioni importanti, come quelle dei rave e dell’amicizia fondante con Giancarlino che darà vita al giovedì romano del Goa.

C’è Ibiza con quel mood apripista che poi trascende in qualcosa di commerciale al punto di diventare industriale (ma con una rivincita). Il Ministry Of Sound con tutto quello che ne concerne per il locale londinese più famoso del mondo.

C’è tanta musica, ovviamente, ma c’è anche il racconto della vita di un dj che ha sfondato e che è umile e sempre pronto ad ascoltare i bisogni del prossimo.

Siamo di fronte a una statua della musica contemporanea raccontata con maestria e affetto. Che abbiamo sempre l’idea che stia ancora tra noi tanto è forte la sua voce in Io, Dj.

E’ un libro che vola tra la storia della musica elettronica, dei luoghi narrati e delle persone incredibili conosciute lungo la via. La trama ne trae un rigoroso vantaggio che insieme alle emozioni lo trasforma in un’esperienza unica. Dicevo che parte lontano ma poi punta ad accompagnarci nella vita di tutti i giorni, nel savoir vivre del night style e delle serate in generale in discoteca.

E’ anche un ottimo regalo per quell’amico dj in cerca di conforto mentre non riesce a uscire dal suo paesino di origine con la sua musica.

IO, DJ – BALDINI+CASTOLDI – 2022

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