Recensione di John Belushi – Judith Belushi Pisano

Recensione di John Belushi – Judith Belushi Pisano

John Belushi. La Biografia Definitiva. Cosa dire. Straordinario.

Straordinario come il personaggio che viene presentato.

Signore e signori, si apre il sipario: John Belushi. Guascone, sfrontato, unico. John Belushi.

La biografia sul ragazzaccio di Chicago viene raccontata in prima persona prevalentemente dalla vedova di John, Judith. L’adolescenza, la gavetta, il successo. Poi il triste epilogo.

Il cammino di Belushi inizia come quello di tanti giovanotti di belle speranze. Audizioni altalenanti, piccole soddisfazioni e fiaschi da non ricordare. Tutto sempre con un unico comun denominatore, l’energia: “John era sempre coinvolto in quasi ogni attività extra-scolastica. Desiderava partecipare a qualsiasi cosa. Non ho mai capito da dove prendesse tutta quella energia.”

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Poi il Saturday Night Live e il successo così difficile da gestire. John Belushi forse vittima dei suoi stessi personaggi, John Belushi incastonato in un modello da imitare, da perseguire ad ogni costo: “Se Belushi non faceva qualcosa di scandaloso, restavano delusi. E John non voleva deludere nessuno.”

John Belushi, La Biografia Definitiva racconta che, in realtà, John era tutt’altro. Generoso, premuroso, dolce, non aveva bisogno di costruirsi una facciata. Nella vita come nelle sue rappresentazioni bastava che interpretasse se stesso: “John era, in realtà, un clown, nel senso shakespeariano del termine, vale a dire che era ricolmo sia della gioia che della tristezza degli essere umani.”

Soprattutto era l’amico che tutti avremmo voluto avere. Judith lo descrive minuziosamente. Gli amici di una vita spendono le parole giuste, gli rendono il giusto tributo: Dan Aykroyd, John Landis, Bill Murray, suo fratello Jim. La famiglia sempre al centro di tutto, l’amicizia come valore imprescindibile della vita.

Attore, comico, musicista. Un artista a tutto tondo. Una macchina da guerra capace di catturare qualsivoglia spettatore, una forza della natura in grado di far balzare dalla sedia chiunque.

Lui era la star, tutto il resto era contorno. Una cornice superflua.

Difficile dimenticare una pellicola come Animal House e soprattutto impossibile non essersi imbattuti in Jack ed Elwood in Blues Brothers. La pellicola del 1980 diventò un vero cult, cast da sballo e colonna sonora da pelle d’oca: “Se l’anfiteatro avesse avuto un tetto, i Blues Brothers lo avrebbero fatto crollare.”

La grandezza d’animo fu la sua forza e allo stesso tempo la sua debolezza. La droga, la cocaina. John non diceva mai di no, era la sua essenza. Si fidava sempre di chiunque avesse vicino. Cinque minuti per diventare suo amico, dieci minuti per distruggerlo.

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In John Belushi, La Biografia Definitiva il ritratto dell’attore americano è nitido. Le pennellate sono forti, decise. Le confessioni delle persone a lui più care hanno il sapore dell’autenticità, sono la firma in fondo alla tavolozza.

A Judith Belushi Pisano va dato il merito di aver fatto conoscere Belushi a cuore aperto, nonostante le difficoltà emotive che ha dovuto affrontare. La compostezza nel raccontare la prematura scomparsa di John merita un applauso, il lucido perdono verso la donna responsabile della sua morte, Cathy Smith, non è da tutti.

Un turbinio di emozioni senza retorica, senza frasi fatte. A volte un cazzotto nello stomaco, a volte un sorriso sincero.

John Belushi era un puro, adorava stare in mezzo alla gente.

Soprattutto era uno come noi.

In fondo, siamo tutti in missione per conto di Dio, no?

JOHN BELUSHI – SAGOMA EDITORE – 2020

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