Recensione di  L’Aida – Sergio Gerasi

Recensione di L’Aida – Sergio Gerasi

Chi è L’Aida? è l’eroina contemporanea dell’ultimo lavoro di Sergio Gerasi. Una graphic novel che cattura un momento significativo della vita di questa ragazza.

L’Aida è di famiglia benestante, sta per preparare una tesi in fotografia e ha degli amici, verrebbe da dire fin qui tutto bene. Ma, nonostante l’apparenza di una vita serena e agiata, la protagonista nasconde grandi sofferenze e tormenti esistenziali.

Vignetta dopo vignetta, prendono forma un presente di grande solitudine, un rapporto conflittuale con la famiglia e con il proprio corpo. Una madre opprimente e infelice, un padre inesistente, la costante sensazione di non essere all’altezza, hanno costruito fondamenta solide al suo dolore e alla sua rabbia.

E come accade nelle migliori storie di vita, è l’amicizia, quella vera, a venire in soccorso. Un incontro casuale con il gruppo di artisti i “The Virus” stravolgerà l’esistenza della protagonista.

Il collettivo è composto da giovani ragazzi, con passati difficili, che dichiarano “guerra” in maniera costruttiva alla società distorta e malata. Lo fanno attraverso incursioni artistiche, installazioni illegali e slogan urlati o proiettati in giro per la città.

Questi momenti, nell’evoluzione del racconto, sono pura poesia per il lettore: arte nell’arte.

“Quello che spero di fare è solo svegliare qualcuno dal torpore di una vita orribile. Anestetizzati, individualisti, ignoranti. E fondamentalmente poveri e soli. Questo è quello che siamo diventati. Tutti, intendo. Io… noi la vediamo così”

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L’Aida attratta dalle dinamiche e dalla vitalità autentica si unisce a loro. Iniziando a ribellarsi, ma in maniera intima e profonda, alla sua vera nemica: sé stessa. Inizia un cambiamento che travolgerà inesorabilmente anche le vite di sua madre e delle sue vecchie amicizie.

Questo fumetto è avvincente per come il disegno accompagna la trama. Per come la psicologia dei personaggi sia resa attraverso la cura del dettaglio e del colore.

Ma c’è un altro aspetto che colpisce: i destinatari di questo racconto, così attuale, non sono solo gli adolescenti o poco più. É rivolto anche a chi, i vent’ anni li ha superati da un po’, e quella parte ribelle, sognatrice l’ha messa via, sommersa dai “i devo” , “i non posso” ed “era bello quando…”.

Anzi lettore, pensandoci, non è solo una dedica, è un invito a rimettere in discussione le cose, a farla una sana incursione.

Insomma quella “felpa logora con il cappuccio”, che magari ancora abbiamo nell’armadio, ogni tanto… rimettiamola.

L’AIDA- BAO PUBLISHING – 2020