Le Affacciate è stato il mio romanzo della domenica.

Rimasta da sola in casa con i gatti (Yuppiiiii) ho passato l’intera giornata, o ciò che ne restava dopo un lento risveglio intorno le 12.00, a letto… leggendo.

Le Affacciate ci racconta di Nina, una giovane donna che improvvisamente, dopo cinque anni di estenuante lavoro come organizzatrice di eventi, cui si dedicava con abnegazione ed orari folli, viene licenziata.

Scaricata da un giorno all’altro, senza un preciso motivo.

Taglio del personale!

E tra le teste cadute nell’agenzia dove lavorava c’è anche la sua, quella della più brava, la più dedita, quella che forse meno se l’aspettava.

Nina si chiude in casa e non lo racconta a nessuno, come se perdere il posto fosse qualcosa di cui vergognarsi socialmente.

Chatta con la sua migliore amica Anna per moltissime pagine del libro senza avere il coraggio di rivelare che è stata licenziata, e rimandando di continuo di incontrarla.

Nina ormai ha tempo, anzi il tempo adesso tende a dilatarsi e il suo lo passa  in casa contando i chiodi arrugginiti delle giunture delle travi sul soffitto.

Mi danno sicurezza. Contare i chiodi mi rasserena. A loro non ho nulla da dimostrare. Non devo essere più veloce, più bella, più impegnata, più flessibile, più intonata, più depilata, più innamorata, rilassata o informata. Per loro sono perfetta così.

Le Affacciate se vuoi lo compri QUI

Nina rappresenta una generazione, quella che deve combattere e ringraziare per un impiego da 16 ore al giorno, con lo stipendio minimo e la massima reperibilità e che senza si sente finita, fallita, inutile.

Ma più di questo le dà fastidio il pensiero altrui… se gli altri sapessero che ha perso il posto.

In questo bizzarro limbo temporale Nina ha modo di intrecciare rapporti con un’algida vicina sui settanta (Adele) e due sue compagnie.

Sono Svetlana la forzuta, Teresita la leopardata e Adele la smilza.

Passerà una serata con loro cenando col Gulash, bevendo e nel frattempo chattando di continuo con Anna (come se l’essere in un luogo o in una singola situazione non bastasse).

Le storie di queste sue nuove conoscenze, di ciò che hanno vissuto e di come ciascuna ha reagito e voluto essere nella vita, destano quella della cinica Nina.

Le Affacciate è stato quindi il mio bel romanzo della domenica, scelto per avere la mia massima attenzione nelle poche ore di tempo libero rubate e sono felice di averle dedicate a un racconto che parla di donne.

Ma Le Affacciate è anche un affresco dell’era che viviamo, ci rispecchiamo in esso, nel bene e nel male, e Nina è un essere umano dipinto a partire proprio dalle imperfezioni.

Siamo tutti un po’ Nina, in questa realtà liquida in cui ci ritroviamo immersi, tutti precari, tutti di corsa, tutti saldamente aggrappati al predellino di un treno ad alta velocità, senza conoscere la destinazione.

LE AFFACCIATE – NEO EDIZIONI – 2020