Massimo Riva Vive!, una citazione:

“Vasco aveva già sentito parlare di Massimo, non perché fosse figlio di Giovanni e della Laura, amici di sua madre, amici di suo padre, amici di sua zia, di sua cugina e di chi sa chi altro, ma perché in paese si vociferava che fosse un bambino strano, solitario, che non andava all’asilo, che quando era a casa amava fare soprattutto una cosa, voleva fare sempre quella: ascoltare la musica.”

Massimo e Vasco sono nati nello stesso paese, a Zocca, paesino abbarbicato sull’Appennino emiliano. Tra i due 10 anni di differenza ma un rapporto simbiotico, fin dai primi passi a Punto Radio, una delle prime radio libere in Italia.

Con Vasco, Riva ha inciso ben sei album in studio: da Colpa d’Alfredo (nell’80, a 17 anni appena compiuti) a C’è chi dice no (dell’87). E poi le canzoni. Suo, il giro d’accordi di Albachiara. Ma non solo: Vivere, Vivere una favola, Stupendo, Un gran bel film. Alcuni tra i brani più celebri e celebrati della discografia di Vasco. Ironia della sorte, tutti dai titoli pieni di vita: come era lui.

Pur essendo trascorsi vent’anni dalla sua morte, Massimo Riva, “quel cinno un po’ discolo”, continua a essere amatissimo: da quel maledetto 31 maggio 1999, Vasco Rossi non ha mai fatto un concerto senza ricordarlo. Perfino nello show dei record, quello a Modena Park il 1° luglio 2017, la sua chitarra, la mitica Gibson SG che Massimo acquistò a rate da Maurizio Solieri e che ha usato in tutti i suoi concerti e nei dischi, è stata suonata su quel palco, quasi a testimoniare una sorta di presenza «fisica» di quello scricciolo dotato di un’energia pazzesca che se ne è andato a soli 36 anni. 36 anni, però, vissuti andando «al massimo».

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Magro come un chiodo, i capelli lunghi, le magliette strappate, lo sguardo spiritato, gli occhi liquidi e quel sorriso beffardo, birra in mano e sigaretta sempre tra le labbra. Massimo era fatto così, si divertiva a provocare. E pazienza se ogni tanto ne combinava una un po’ più grossa del solito e Vasco lo «licenziava». Tanto sapeva che per lui era come un figlio e che, presto o tardi, l’avrebbe perdonato.

Tentò anche l’avventura solista, prima con la Steve Rogers Band, poi da solo. Un periodo in cui anche i rapporti con Vasco si raffreddano un po’, pur senza mai interrompersi. E in questa fase ci sono collaborazioni con Enrico Ruggeri, Elio e le Storie Tese, Sabrina Salerno: nel libro ci sono anche le loro testimonianze, come quelle di tutti i musicisti che hanno collaborato con lui e di chi ha avuto modo di conoscerlo bene.

In Massimo Riva Vive! è la sorella Claudia – insieme al giornalista Massimo Poggini (già autore, tra gli altri, di Vasco. Una vita spericolata) che racconta del fratello, riportandoci la storia senza veli di una vita vorace e talentuosa, mai adagiata sui binari della normalità.

“Nessuno, nessuno muore mai completamente, qualche cosa di lui resta sempre viva, dentro di noi. Viva Massimo Riva!”

Se fosse stato lui a scrivere queste pagine, le avrebbe volute esattamente così: schiette, sincere, senza fronzoli, intrise del rock che amava e dell’energia dei suoi riff.

Perché Massimo Riva Vive! è un racconto pieno di talento e di amore. E l’amore rimane sempre eterno, nella sua caducità.

MASSIMO RIVA VIVE! – BALDINI+CASTOLDI – 2019