Recensione di Ragazzi Chimici, Confessioni di Chemsex – Andrea Mauri

Recensione di Ragazzi Chimici, Confessioni di Chemsex – Andrea Mauri

Ragazzi Chimici, Confessioni di Chemsex è il secondo libro di Andrea Mauri che leggo, dopo Contagiati.

Questo lo ha scritto in collaborazione con Angela Infante, la counselor ed educatrice che ha un ruolo fondamentale tra queste pagine, in cui grazie ai racconti di dieci ragazzi scopriamo cosa è il chemsex, chi lo pratica e perché.

Ammetto che prima di leggere Ragazzi Chimici non avevo idea di cosa fosse il chemsex.

Ovvero la pratica emergente diffusa tra gli omosessuali grazie alla quale ci si incontra e si fa sesso, molto sesso, grazie agli aiuti delle droghe.

Cioè magari la mettevo in conto come cosa che le persone possono decidere di fare nella loro vita, ma non ne conoscevo la definizione, ecco.

Naturalmente esiste un traffico di droghe apposite, cioè utili proprio a questa attività.

Perché la chimica aiuta, senza non potrebbe esser nato questo mondo sotterraneo, che sembra di fatto non esistere rispetto alla nostra società del politicamente corretto.

Però esiste.

In Ragazzi Chimici attraverso le storie di dieci ragazzi scopriamo questa realtà nascosta ai più, in cui grazie ad un amico, o ad un compagno che già pratica il chemsex, ci si apre a lunghissime e intense serate, nottate e a volte anche di più, di sesso sfrenato tra sconosciuti in cui tutto può succedere e non sempre si è coscienti della funzione che si ha all’interno del gruppo.

Per prolungare l’attività sessuale ed entrare nel clima questi ragazzi assumono cocaina basata, ketamina, mephedrone, crystal, ecstasy e viagra, così da poter andare avanti finchè ce n’è.

I pusher ringraziano.

«La droga mi aiuta in questo, accentua la separazione in modo che possa finalmente pensare a quello che voglio. Di fatto non reggo il controllo esterno. Con le sostanze cadono muri e barriere»

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Ma non è questo il discorso, il filo conduttore delle storie che vengono raccontate in prima persona alla counselor sono storie con molto in comune tra di loro. Tutte trattate a mio parere dalla giusta distanza.

Solitamente gli elementi condivisi sono il senso di solitudine ed inadeguatezza, il vuoto che si ha nell’animo che fa da spinta e il pentimento post serata. Parlo dei più evidenti.

Spesso queste situazioni ampiamente ricercate (anche se non sempre) alla lunga non risultano divertenti neanche agli stessi partecipanti e la paura delle malattie sessualmente trasmissibili è sempre nell’ombra.

Ragazzi Chimici è un libro forte e interessante che si può leggere da un punto di vista clinico, sociale, morale, ma credo che sia importante approcciarsi ad esso senza alcun pregiudizio, cercando di comprendere che fenomeno è, come mai sembra così diffuso e di cosa possa essere il sintomo.

A questo proposito fondamentale è la post fazione dello psicologo clinico e sessuologo Filippo Maria Nimbi.

Perché c’è sempre da imparare.

RAGAZZI CHIMICI – ENSEMBLE EDIZIONI – 2021