Recensione di Stati di Desiderio – Marilena Votta

Recensione di Stati di Desiderio – Marilena Votta

Stati di Desiderio di Marilena Votta è un libro epidermico, che si sente sulla pelle. Lo potrei paragonare a un dipinto materico, dove le pennellate hanno lasciato sulla tela un evidente spessore e quella ne diventa la caratteristica più spiccata.

È un romanzo vibrante, di pancia ed emozioni. Con una bellissima copertina!

Stati di Desiderio racconta la storia di un’adolescente, Daniella, che ha una strana dimensione familiare.

Vive con la madre, donna debole ed emotivamente totalmente dipendente dal padre giamaicano, Dylan, e quest’ultimo che non c’è quasi mai, viaggia per il mondo, ha altre donne e mille altre realtà da vivere.

Il padre condivide con Daniella un dono, un potente dono che le ha tramandato. Loro due possono sentire i desideri altrui, vedere il futuro di chi gli è accanto, manipolare le persone a proprio piacimento.

Mezza nera e mezza bianca a seconda del posto del mondo in cui mi trovo. Ho sedici anni. Amo la letteratura greca. La poesia e le storie magiche. La corsa. I tramonti estivi. L’acqua frizzante con il ghiaccio che si scioglie in trasparenza. Il pelo dei gatti. Ho gli occhi di uno strano colore tra il nocciola e il caffè. Ciglia lunghe senza bisogno di mascara. Ho conflitti, paure e voglia di scappare.”

All’inizio del libro Daniella, che ha anagraficamente solo sedici anni, instaura un rapporto col vicino trentenne, Mauro, un uomo sposato e abbastanza annoiato da sentirsi rapito dalle attenzioni della giovane e bellissima confinante.

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Inizia così la scoperta di una nuova se stessa e andando avanti con la relazione, col crescere dei sentimenti, positivi e negativi, Daniella scopre che anche i suoi “poteri” si stanno amplificando.

Questo acuirsi delle sensazioni e il ritorno del padre, porterà a sottolineare il loro rapporto che è certamente simbiotico, non hanno infatti bisogno di parlarsi per “leggersi dentro”, ma assume anche le vesti del conflitto.

Più fa esperienze, più cresce, più diventa sensibile e in balia del “dono”, e meglio impara a dominare gli altri, Daniella.

Ma la sua facoltà sovrannaturale, che potrebbe sembrare positiva, si rivela pian piano in tutte le sue sfaccettature.

“Siamo uguali, Dylan. Ho la tua pelle come un marchio. Il tuo dono maledetto. La tua capacità di attrarre. Sono fatta di te. Mi hai dato la vita come se fosse un gioco, una conseguenza imprevista delle tue capacità di veggente. Sono stata una distrazione. Abbiamo un modo di essere che non si può cambiare. L’abbiamo ereditato dai nostri antenati resi schiavi, nutrito dal loro dolore che continua a vivere nel tempo”.

Nel frattempo, attorno a loro si snodano le storie collaterali di amicizie e antichi segreti, relazioni e dinamiche che aiutano a conoscere meglio i protagonisti e a comprendere come nella vita esistano tanti tipi di relazione.

Al netto di ciò che vogliamo e capiamo.

La dipendenza affettiva, dall’altrui amore, è certamente uno dei temi dominanti.

Ciò che più colpisce di questo romanzo è la scrittura, le descrizioni degli stati d’animo e dei repentini mutamenti di questa giovane donna in rapida crescita e totale fermento emotivo, sessuale, viscerale.

Tutto è continuo mescolarsi di sentimenti forti, che inizia in equilibrio e poi dondola sempre più forte fino a perdersi.

Fino all’epilogo, in cui è chiaro come anche un potere di veggenza come quello di Daniella e Dylan non dà la possibilità di cambiare ciò che deve accadere.

STATI DI DESIDERIO – D EDITORE – 2021

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