Dopo settimane di isolamento è arrivato in redazione The Passenger India, un’opportunità per un viaggetto, quattro passi per il mondo e un po’ di svago per la mente.

Sono partita subito, senza esitare, attraverso le pagine che mi hanno condotta nell’India più remota.

Alla faccia del Covid-19 che non mi fa andare oltre l’inizio della nostra stradina privata e solo perché in una mano ho il guinzaglio col cane in fondo.

L’India è un luogo affascinante sotto molti aspetti, con i suoi santoni, i luoghi sacri con le sue divinità, tutto è diverso dalla cultura dominante occidentale, razionale.

E per questo ci intriga, ci affascina, ci attira.

Abbiamo da sempre la convinzione che l’India sia come regolata da forze contrapposte che si bilanciano, in una continua tensione verso la pace, sottolineata da una spiccata spiritualità.

Iniziamo col dire che gli abitanti dell’India sono più di un miliardo e trecentomila, la cui maggioranza maschile e di religione indù.

L’intero territorio vanta la maggiore concentrazione di moschee al mondo, come anche di uffici postali, uno dei quali addirittura galleggiante a Srinagar, in Kashmir.

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Solo una piccola percentuale della popolazione ha accesso all’acqua potabile o il bagno in casa e solo il 30% possiede un frigorifero.

Continuando a sbirciare i numeri di questo grande Paese scopro che, dopo gli Stati Uniti, è il secondo luogo del globo dove si parla inglese.

Ed è il primo produttore di latte, il 20% della produzione annua mondiale è roba sua.

Lo sport nazionale è il cricket ma non viene vissuto come in Inghilterra, non si tratta di uno sport elitario, anzi.

Poi c’è la questione “donne” e diritti…

Perché, se l’economia indiana cresce, le donne nel mondo del lavoro diminuiscono?

Piccoli passi avanti nella legislazione e il clamore destato da alcuni episodi di violenza non bastano a scalfire un modello di società patriarcale che le vede relegate in casa a sbrigare le faccende domestiche.

Altri temi interessanti continuando a leggere The Passenger India sono sicuramente quello della spiritualità, l’ateismo ben poco accettato e il mondo della Magia tra ingoiatori di spade, sputatori di fuoco e piegatori di ferro.

Poi c’è il complesso sistema delle caste, l’aspra violenza nei confronti di chi non ha modo di difendersi e la lotta come sport maschile, che ora ha una beniamina sul ring.

Ma che c’entra Bollywood con le vette innevate della Svizzera?

Per scoprirlo dovrete leggere questo bel The Passenger India, e dimenticare per qualche ora l’isolamento, il Coronavirus… beati voi, io sono già tornata!

THE PASSENGER INDIA – IPERBOREA – 2020