Vasandhi, una citazione:

“Per la prossima vita vorrei essere o un elefante al servizio del tempio o un grande albero. La gente mi cercherà per un po’ di sollievo dalla calura. In questa vita ho parlato troppo, avrò certamente sbagliato, ferito qualcuno; se sarò albero starò in silenzio, ascolterò gli altri, darò solo frescura e frutti, non correrò il rischio di ferire qualcuno.”

Proprio qualche giorno fa, il 25 novembre, è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e ciò mi ha ispirato alla lettura di questo libro, consigliatomi da un amico qualche tempo fa.

La storia di Vasandhi comincia da Alagapuri, nel sud dell’India, un posto povero di opportunità e di cibo ma ricco di spiritualità, condivisione e sostegno, unici antidoti a prevaricazione, violenza e morte, purtroppo quanto mai abituali.

Vasandhi, parte di una famiglia molto povera e numerosissima, viene data in sposa a 21 anni ad un italiano molto più grande di lei, sedicente amico di suo fratello, ed arriva nell’Italia settentrionale, conoscendovi un altro abisso.

Non per questo però si arrenderà, facendo di tutto per sfuggire al mondo sommerso in cui è stata calata e per ridare dignità al proprio dolore, trasformando le ingiustizie subite in ragione di lotta e di resistenza.

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La protagonista, con delicatezza e amor di verità, ci guida nella sua storia. Con i suoi occhi, riusciamo a vedere un mondo così lontano eppure così vicino nella descrizione degli aspetti umani, nei sentimenti amorevoli verso la nonna e la sorella, unici angoli di umanità per sfuggire al padre, alla madre e ad alcuni dei fratelli, così ligi a regole di una cultura opprimente, soffocante, che così poco spazio lascia alla donna.

Questa voglia di libertà sembra trovare forma nel matrimonio con un europeo. Scappando dalla necessità e dalla fame per atterrare in un mondo totalmente sconosciuto e in un nuovo inferno, ove la violenza assume altre forme. Quelle di un uomo che, invece di trattarla come moglie, la usa come badante, nei giorni in cui va bene.

Ma lei resiste, chiedendo aiuto all’universo. Chiude gli occhi e vede il fiore di loto, luminoso e fermo malgrado la polvere e il vento. Apre gli occhi e vede la luna, amica, sorella sin dall’infanzia. A mani giunte prega un dio misericordioso, la religione diventa approdo, ancora per trovare un riscatto personale.

India, Italia, India. Caste, divisioni, strati sociali, sfruttamento dell’uomo sull’uomo, abusi dell’uomo sulla donna, non importa poi tanto dove e quando. Che importa l’origine del male quando è l’individuo a soffrire ingiustizie, violenze, umiliazioni?

Sono pagine crude e toccanti, attraverso le quali Vasandhi diviene, durante la lettura, un’amica che si vorrebbe tanto aiutare.

Rinaldo Boggiani, che è stato professore di diritto pubblico, si divide tra saggistica e narrativa. È anche ideatore del progetto Un Libro una pietra per la costruzione di un tempio dopo-scuola a Singampuneri, luogo di nascita di Vasandhi, di cui questo libro è la base.

Boggiani ci racconta una dura storia dei nostri giorni, che entra dritta nel cuore del lettore e vi rimane per sempre.

Perché anche la verità può essere una forma di lotta.

VASANDHI – INFINITO EDIZIONI – 2018

   

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