Young Folks., mi è arrivato direttamente dall’autore, Giuseppe Pierantozzi, e mi ha subito incuriosita.

Quando l’ho iniziato mi sono incagliata in un blocco mentale dato dalla consuetudine: la punteggiatura.

Sì perché in Young Folks., non esistono le virgole, sono tutti punti, solo che quando il punto è punto segue la maiuscola, quando il punto è virgola no.

Facile!

Insomma almeno nel mio caso ci ho dovuto fare l’abitudine, mi sono servite una manciata di pagine per iniziare a scivolare nella storia e poi in tutta semplicità nei personaggi.

Posso dire che è stata una piccola sfida col mio cervello e l’ho superata (al contrario di quella di riuscire a leggere dai supporti elettronici, di cui “my brain” non ne vuole proprio sapere, ancora).

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Questo libro mi ha fatto attraversare la storia di un gruppo di amici fraterni, una generazione, che spensierata pensava bastassero l’unione e l’affetto reciproco per vivere e restare quelli di sempre.

Sono all’ultimo anno di liceo e quale può essere il miglior compimento del percorso studentesco e non solo, se non una mega festa in cui ci si diverte e sballa, esaltando e affermando il proprio IO come gruppo, come solo i giovani sanno fare?

L’affresco è incentrato sui protagonisti, di cui pagina dopo pagina conosciamo carattere, gusti, famiglia, relazioni, forze e debolezze.

Al party che hanno organizzato dopo tanto tempo, infinito entusiasmo e altissime aspettative, qualcosa va storto e le loro vite cambiano per sempre.

Molto rapidamente si ritrovano tutti a crescere, a passare dalla gioventù e dalla spensieratezza all’ amara consapevolezza che tutto è ormai mutato.

Che non si torna indietro, che ogni scelta fatta e non fatta possa cambiare la vita. E non per forza in positivo.

“Ecco cosa siamo da adulti. siamo vite vissute da altri e per gli altri. siamo i cambiamenti che non facciamo. i percorsi ripetitivi che non abbandoniamo. Siamo persone sole che se la raccontano. Se solo avessimo il coraggio di ammetterlo. di essere onesti fino in fondo. avremmo già fatto abbastanza per rompere l’inerzia. per tornare a prenderci quello che cerchiamo: la vita e. con essa. la felicità.”

Non resta dunque che affrontare la realtà, cercando ognuno a modo proprio, di accettarla, conviverci, restando uniti. Assumersi le responsabilità.

Almeno tutti quelli che possono.

A metà lettura, contenta e soddisfatta di riuscire a scorrere veloce tra le righe come se la punteggiatura fosse più che “normale”, ho contattato Giuseppe Pierantozzi per chiedergli comunque il motivo della scelta.

Ero curiosa.

La risposta è stata “Perché scrivo sullo smartphone. Questa storia la avevo in testa da circa 20 anni ma ogni volta che mi mettevo davanti al pc mi inibivo. Un giorno ho iniziato a scrivere sul telefono, nei ritagli di tempo, spesso di notte. Il ritmo incalzante attraverso l’uso del punto e lo stile son venuti da sé.

Ma una virgola c’è, una sola. Sta a te scovarla!”.

Una sfida nella sfida, mi piace.

YOUNG FOLKS., – GIUSEPPE PIERANTOZZI – 2019