Violino, Luci E Ombre Di Stradivari di Marco Ghizzoni – Recensione


Violino Luci e ombre di Stradivari

Quando pensiamo allo strumento a corde per eccellenza, il violino, la mente vola al liutaio più famoso del mondo e di cui sappiamo pochissimo, Antonio Stradivari… e Violino, Luci E Ombre Di Stradivari ci rivela questa enigmatica e controversa figura.

“…se si entra nella bottega di un liutaio, infatti, è proprio l’olfatto il primo senso a essere coinvolto, e solo in un secondo momento la vista e l’udito, e la figura di Antonio Stradivari, ricordata con statue, una piazza, un festival musicale, un museo meraviglioso dedicato al violino e altri vari richiami, è una di quelle con cui ogni cremonese, prima o poi, deve fare i conti”.

Spesso col nome di Stradivari intendiamo proprio lo stesso strumento ad arco, ma il suo creatore, colui che con esso ha raggiunto la perfezione, ha una storia tutta da raccontare.

Almeno per quello che se ne sa.

Sì, perché di Antonio Stradivari non si conoscono la nascita, l’origine né tantomeno la causa della morte “di cui rimane solo l’atto di sepoltura“.

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Dei suoi esordi in Violino, Luci E Ombre Di Stradivari scopriamo che il suo divenire intagliatore autonomo, liberandosi dalla condizione di famiglio, coincise con il matrimonio riparatore con tale Francesca Ferraboschi, e tutto nacque da un omicidio.

Un intrigo in piena regola che ci dona subito il quadro della possibile personalità di quello che diventerà il liutaio più ambito del mondo, il più grande di tutti i tempi.

Ebbe molti figli, sei dalla prima moglie che morì nel 1698 e cinque dalla seconda, ma solo due vennero da lui scelti per lavorare in bottega e acquisire le tecniche per produrre gli strumenti ad arco più ambiti.

Pare che il sommo maestro, di carattere burbero e schivo, fosse piuttosto geloso della sua arte e non volle insegnarla se non ai soli due figli ammessi in bottega, condannando così la qualità degli strumenti che peggiorò progressivamente dopo la sua morte“.

In Violino, Luci E Ombre Di Stradivari ho trovato davvero affascinante comprendere in cosa concretamente Antonio Stradivari, come allievo di Nicolò Amati, superò il maestro.

Cosa rese la produzione dei suoi personali strumenti così unica e leggendaria… dalla modifica sulle misure, le bombature, l’inclinazione del manico ma non solo.

Inoltre non tutti sanno che non creò solo violini ma anche chitarre, arpe, liuti e viole e sono tutti riconoscibili per un’etichetta interna in latino che così riporta “Antonio Stradivaris Cremonensis Faciebat anno” e la data di creazione.

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Una curiosità per capire l’entità del fenomeno di cui stiamo parlando: nel 2014 la sua viola “Macdonald” del 1719 venne battuta all’asta da Sotheby’s per la modica cifra di quarantacinque milioni di dollari.

E sono molti gli studiosi che cercano di svelare il segreto che rende unico il suono degli strumenti di Antonio Stradivari, e alcune ipotesi sono molto suggestive, rendendo tutto ancora più unico e misterioso.

L’unico punto fermo ad oggi è che nessuno è riuscito ad eguagliare il suo lavoro.

Questo libro è davvero ambizioso e perfetto per i curiosi, gli estimatori degli strumenti, per chi ama la musica, per chi adora scoprire cosa c’è dietro una storia, per chi è affascinato dalla Storia e dai miti, per chi vuole scoprire una figura che potrebbe apparirci sensibile e romantica, ma non lo fu affatto.

Ora tutti a controllare se dentro i propri strumenti ad arco ci fosse, come per sbaglio, un’etichetta in latino, ma attenzione che come è ovvio, molti falsi sono stati prodotti nel frattempo!

VIOLINO, LUCI E OMBRE DI STRADIVARI – OLIGO – 2021

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