Chiederò Perdono Ai Sogni di Sorj Chalandon – Recensione

Chiederò Perdono Ai Sogni di Sorj Chalandon – Recensione

Chiederò Perdono Ai Sogni. Chi tradisce il proprio popolo ha diritto al perdono?

In Irlanda non si scherza. La lotta al nemico inglese è qualcosa di secolare, scorre nelle vene sin da bambino, esplode in maniera incontrollabile da adulto.

Tyrone Meehan lo sa bene, fin troppo bene. A Killybegs, nel Donegal, lo sanno tutti fin troppo bene.

Suo padre è l’eroe del piccolo paesino della provincia dell’Ulster. Per Patraig Meehan, il padre violento e rissoso, l’Irlanda è tutto. L’Esercito Repubblicano Irlandese è la sua vita, la sua ragione d’essere: “Lui stava a occhi chiusi, una mano sul cuore a piangere il Paese diviso, gli eroi morti, la guerra persa, chiamando in soccorso i Grandi Antichi, gli eroi morti…”

Sarà così anche per suo figlio. Per Tyrone. D’altronde è inevitabile: “L’IRA. Non erano più tre lettere nere sbavate sul muro di casa e tracciate con una vernice carica d’odio. Non era più una condanna sentita alla radio. Non era più un timore, un insulto, un altro nome del diavolo. Ma una speranza, una promessa…”

Prima l’impegno con l’ala giovanile dell’IRA, con il Fianna Eireann. Il carcere e l’investitura ufficiale con l’Esercito Repubblicano Irlandese. Ora Tyrone è un combattente per la libertà. Al pari di Bobby Sands e di tutti gli altri compagni.

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Il sogno di un’Irlanda unita, senza più barriere, senza più soprusi. Un’Irlanda con il solo tricolore verde, bianco e arancio. Un’Irlanda di donne libere, di uomini liberi.

Il carcere lo segna profondamente. Le percosse, le umiliazioni. Qualcosa che strappa l’anima, che riduce a brandelli lo spirito. Ma c’è anche altro. La lotta, le proteste, la fratellanza. Tutto all’insegna della comunità, della famiglia repubblicana.

Tyrone diventa presto una figura di tutto rispetto. Si guadagna la fiducia di tutti, è l’eroe che combatte l’esercito di occupazione britannico. Ma la gloria gli gioca presto un brutto scherzo. Gli inglesi lo sorvegliando, i servizi di intelligence lo braccano: “I Britannici sorvegliavano i nostri gesti, l’IRA il nostro impegno, i preti i nostri pensieri, i genitori la nostra infanzia e le finestre i nostri amori. Non si nascondeva mai niente.”

Meehan è stanco. Stanco della guerra, delle bombe, di quella violenza che l’ha sempre inseguito. Ora è vulnerabile, proprio ora può essere indirizzato verso un destino funesto.

Gli inglesi non aspettano altro che metterlo alle corde. Vogliono concedere il benvenuto nella loro grande famiglia, vogliono aprire le porte verso il loro mondo. Vogliono farlo diventare uno di loro. Un informatore, una spia al servizio del nemico, al soldo del boia britannico.

Inizia una nuova vita per il ragazzino del paesino del Donegal, una nuova esistenza per l’adolescente rivoluzionario trasferitosi a Belfast, un nuovo calvario per il veterano dell’IRA.

Militante e informatore. Vittima e carnefice. Paradiso e inferno.

La fine per Tyrone è vicina. Le voci corrono e la reputazione crolla improvvisamente. Gli sguardi che si freddano, la gente che ti guarda dall’alto verso il basso. La comunità percepisce l’infame: “Non appartenevo più a quella terra, nemmeno a quel paese. Patraig Meehan aveva donato a Killybegs un traditore. Dopo un padre orribile, un figlio degenere. La nostra razza era maledetta.”

Andare via. Scappare. O meglio, tornare dove tutto è iniziato. Nella casa di campagna, lontano da Belfast, da mitra, da attentati.

Ma a volte il rumore della solitudine è più forte di quello di una bomba. A volte il peso dell’isolamento può annientare lo spirito.

A Killybegs lo avrebbero trovato. Meehan è pronto a fare i conti con la sua coscienza, con il suo passato. E con il suo futuro. Ripudiato dai suoi vecchi amici, da suo figlio Jack. Da tutto il suo universo. Meno che da sua moglie Sheila.

Lui, da sempre a caccia di traditori. Lui, da sempre a caccia di infedeli. Ora lui, il traditore e l’infedele. Quell’uomo che non sapeva di essere.

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Chiederò perdono ai sogni è un romanzo toccante. Profondo, doloroso, romantico, malinconico. La scrittura dell’autore francese Sorj Chalandon sembra correre dietro al personaggio Tyrone, smascherando abilmente le sue debolezze, le sue fragilità. Le sofferenze di un combattente, di un uomo apparentemente tutto d’un pezzo.

Tyrone Meehan si racconta senza mezze misure, senza censure. È una confessione bella e buona, è una dichiarazione di colpevolezza, è l’ultimo atto di un’esistenza travagliata.

L’amore fa a pugni con il tradimento. Il tradimento che sovrasta il sacrificio.   

Il perdono che arriverà. O che forse non arriverà mai.

È vero, Non arriverà mai. Nemmeno nei sogni.

D’altronde…

“Si può amare l’Irlanda al punto di morirne, o amarla al punto di tradirla.”

CHIEDERO’ PERDONO AI SOGNI – KELLER EDITORE – 2014

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