La Verità Su Tutto – Intervista Vanni Santoni

La Verità Su Tutto – Intervista Vanni Santoni

Vanni Santoni

Dopo aver letto e recensito La Verità Su Tutto, Vanni Santoni ci ha concesso un’intervista preziosa per i temi trattati nel libro. E non solo.

Com’è nata l’idea della Verità su tutto? 

Il mio romanzo precedente, “I fratelli Michelangelo”, sfiorava il tema della mistica: ognuno dei quattro fratelli protagonisti rappresentava il tentativo di realizzarsi secondo le “vie” ascendenti della tradizione indiana: Enrico la realizzazione attraverso il piacere, Louis quella attraverso il denaro, Cristiana quella attraverso le arti, e Rudra quella più alta, la realizzazione spirituale; a far loro contraltare, il “protagonista ombra”, il padre Antonio Michelangelo (che incidentalmente ha una particina anche nella Verità su tutto), un uomo che ha attraversato il Novecento mietendo successi nei primi tre campi: dirigente di alcune delle maggiori aziende del paese, pieno di donne, pure artista riconosciuto nel tempo libero. Ma mai veramente capace di afferrare la dimensione mistica, venendo pur sempre dal materialismo storico. Così, finito quel romanzo, ho pensato che si poteva procedere attaccando in modo diretto tale tema, peraltro poco trattato dalla narrativa contemporanea.

E il personaggio di Cleopatra? 

Cleopatra Mancini vede la luce nel 2015, con l’uscita di “Muro di casse“, romanzo sulla cultura rave dove ha un ruolo da comprimaria. Dovendo raccontare un fenomeno complesso come la cultura rave, decisi di scorporarla in tre suoi aspetti: quello edonistico, quello politico e quello rituale. A ognuno dei tre aspetti assegnai un personaggio.

A Cleo, sociologa d’impianto marxista dell’Università di Firenze, spettava il secondo. Si trattava dunque, nelle mie prime intenzioni, di un “personaggio-funzione”: mi serviva per inserire nel libro una serie di citazioni sociologiche prese dai testi che avevo studiato senza appesantire la narrazione. Già lì, però, cominciò a “vivere”: dato che quella parte centrale risultava comunque un po’ troppo teoretica per quello che era, comunque, un romanzo, vi inserii due inserti narrativi che vedevano Cleo attivamente in scena.

Non era finita lì. Proprio mentre ultimavo “Muro di casse”, da minimum fax mi chiesero un racconto per un’antologia, “L’età della febbre“, che avrebbero dedicato a quelli che a loro avviso erano i migliori autori italiani under-40. L’occasione era importante, così mi misi al lavoro e nacque il racconto “Emma & Cleo“: Cleopatra Mancini chiedeva spazio, cominciava a strutturarsi, e alla fine si è presa pure un romanzo tutto sui.

In realtà, il motivo per cui ho scelto di mettere lei al centro di un romanzo sulla ricerca spirituale, è squisitamente narrativo: la sua posizione – materialista e molto pratica – era quanto di più distante si potesse immaginare da quella di una mistica, e quindi il suo percorso sarebbe stato narrativamente più interessante.

Poi, scrivendo, mi sono accorto di altri aspetti che la rendevano una protagonista adatta: la comunità che andrà a fondare nella seconda metà del romanzo ha come fulcro teorico centrale il tantrismo, una corrente spirituale in cui le donne avevano diritto a essere guru al pari degli uomini; inoltre, essendo uno dei nodi della Verità Su Tutto il rapporto tra salvezza individuale e salvezza collettiva, e quindi tra mistica e politica, un personaggio che venisse da esperienze di militanza era davvero perfetto.


La spiritualità ha un ruolo importante nella tua vita? 

Non parlerei neanche di “ruolo”: è semplicemente la mia vita.

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Quanto di noi è universale? 

Tutto, solo che si tende a dimenticarlo.


Perché la meditazione non la insegnano a scuola?

Ci sono alcune scuole dove la insegnano, e sarebbe sicuramente una materia interessante, a patto che resti sulle tecniche e non diventi il cavallo di troia per far entrare dogmi e religioni, che è bene stiano ben fuori dalle aule scolastiche.


Cosa c’è dopo la vita? 

Quello che c’era prima della vita.


Ci sono ancora in giro ‘i rave di una volta’?

Sì, e anzi dopo un periodo di “riflusso” da diversi anni è in corso una splendida stagione, sia in Italia che in Francia e Repubblica Ceka, patrie tradizionali dei free party, e anche altrove – c’è una bella scena, oggi, in Spagna e in Portogallo, ad esempio.

Quello che è cambiato è che i media invece di limitarsi a denigrare hanno proprio cominciato a inventarsi le notizie. Questa è una deriva pericolosa che è bene stigmatizzare. Per fortuna c’è ancora chi fa vero giornalismo, andando sul posto.


Ascolti musica per scrivere? Se sì, quale? 

In genere no. Il mio sottofondo ideale è quello di una biblioteca o anche quello di un bar non troppo affollato. Se proprio sono deconcentrato, allora metto un set tribe tekno, acid core o darkpsy nelle cuffie per isolarmi e ritrovare la concentrazione. Ma capita di rado.


Progetti futuri?

Quando ho finito La verità su tutto ho avuto la classica sindrome post-parto e ho cominciato due romanzi. Difficile dire se vedranno davvero la luce. Probabilmente no. Di certo nel 2023 è previsto un ibrido saggio-romanzo per Laterza, sulla scia di “Muro di cassee “La stanza profonda“, e dedicato a un’altra sottocultura giovanile nata dal basso, lungamente criminalizzata e poi divenuta mainstream.

LA VERITA’ SU TUTTO – MONDADORI – 2022

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