Osterie D’Italia 2023 di Slow Food – Recensione

Osterie D’Italia 2023 di Slow Food – Recensione

Osterie D’Italia 2023 è il rinnovato invito di Slow Food a prendere in considerazioni posti sparsi in Italia che si distinguono dai canonici ristoranti.

Sono differenti perché dentro di essi si respira un’aria diversa fatta di quotidianità e veracità. Dove una chiacchiera, una parola per piacere, si scambia con tutti, compresi vicini di tavolo, osti e altri commensali.

In Osterie D’Italia 2023 scorriamo l’Italia viaggiando in quelle strutture che permettono di mantenere la tradizione locale accogliendo il viandante, il turista e l’avventore in cerca di spensieratezza. Dove il cibo è genuino come il vino e un sorriso di circostanza non si nega a nessuno.

Va detto che i tempi sono complessi tra pandemie, guerre e quant’altro scombussoli l’ordine precostituito delle cose. Anche le nostre amate osterie risentono del caro prezzi e della difficoltà areperire personale.

Parliamo però di gente di buona volontà che si fregia di un titolo, quello di oste, che viene da tempi lontani e che non smetterà certo oggi di chiamarsi così per farsi inglobare dalla comune ristorazione.

Forse dovrà alzare i prezzi, a discapito del detto che l’osteria accoglie tutti, e forse dovrà stringere i denti per i turni della settimana, certo però che non mollerà mai questo appellativo perché fare l’oste è una missione prima ancora che un lavoro.

“In fin dei conti, l’osteria è il luogo che scegliamo per stare bene, una democratica terra di tutti costruita su un imperativo dominante, quello dell’accoglienza, ancora prima della sensibilizzazione del commensale, dell’educazione del palato, dell’atto politico.”

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Quindi va bene ricercare e farsi forza ma sempre con gli occhi puntati sull’attitudine ad accogliere il prossimo per farlo distendere con un buon bicchiere e un piatto del giorno.

Osterie D’Italia 2023 ha la prerogativa di avvicinare le nuove esigenze delle osterie ai bisogni dei consumatori portando il menù di riferimento verso la richiesta attuale. In genere si sceglie antipasto, un primo o un secondo e un dolce e così è diventato il riferimento nella guida.

Ci troviamo di fronte a una mastodontica generosa raffigurazione d’Italia passando per quei posti che amiamo tutti perché ci rallegrano già dall’atmosfera che si respira al loro interno.

Sono 1730 i locali consigliati da Slow Food. Hanno come sempre in primis la scelta contrassegnata dalla chiocciola per raffigurare i posti più consoni alla visione di Slow Food. E tutta un’altra serie di simboli che raccontano il locale prima ancora della spiegazione stessa.

Osterie D’Italia 2023 si divide ovviamente per regione con un’introduzione dedicata e un primo spazio alle chiocciole per poi passare all’esposizione vera e propria delle osterie consigliate.

Oltre ai riferimenti, possiamo scoprire l’orario, fattore assai importante per un’osteria che dovrebbe mantenere le aperture più larghe di un ristorante qualsiasi ma che visti i problemi sopradescritti potrebbe invece tendere a stringere gli orari. Per questo sono evidenziati, per non incorrere in chiusure inaspettate.

Ci sono i coperti, le carte di credito accettate, i prezzi, le ferie per poi passare al racconto del locale e della cucina stessa.

Impossibile per il lettore di questa guida fare un buco nell’acqua quando ha mirato un’osteria contenuta in Osterie D’Italia 2023. Probabilmente il palato attiva i propri sensi già dalla lettura dell’osteria prescelta.

È un valido aiuto per le nostre vacanze, uno di quei compagni di viaggio da tenere sempre a portata di mano. È anche un ottimo regalo per l’amico/a sempre in cerca di spensieratezza quando gira per locali e/o strutture ricettive.

OSTERIE D’ITALIA 2023 – SLOW FOOD EDITORE – 2022

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