Parentube – Intervista Lorenzo Ferrari


Intervista Vanni Santoni
Parentube Recensioni

Dopo l’intervista a Simona Rustici di Quantum Bebè (la trovi QUI) proseguiamo con una nuova serie di domande targate Rock’n’Kids. Anzi le domande sono le stesse, una sorta di intervista doppia, con un altro personaggio di spicco delle nuove risorse a disposizioni di futuri e neo genitori. C’è Lorenzo Ferrari, il founder di Parentube (lo trovi QUI).


Com’è cambiata la figura del papà dagli anni Ottanta a oggi? Cosa si è evoluto e cosa è regredito?

Nonostante io negli anni ottanta non fossi ancora nato, gli studi che abbiamo svolto in Parentube, prima di creare la prima piattaforma italiana per genitori, ci hanno fornito tantissime informazioni sullo sviluppo delle figure genitoriali nel tempo.


Gli stessi utenti, infatti, ci hanno confermato che la figura del padre è profondamente cambiata nel corso degli anni. Rispetto agli stereotipi degli anni Ottanta, i padri sono ora più attivi e partecipativi. Dimostrano un coinvolgimento diretto nella cura dei figli e nel processo educativo (naturalmente è una media: chi più e chi meno!)

Gli utenti ci hanno anche segnalato che molti padri sono consapevoli dell’importanza di essere presenti emotivamente e di condividere con il partner le responsabilità quotidiane come il cambio dei pannolini, l’alimentazione e l’assistenza scolastica. Già solo il fatto che moltissimi padri siano iscritti a Parentube per diventare genitori migliori è un ottimo segnale!

C’è anche da dire che la società stessa ha progressivamente riconosciuto l’importanza di offrire flessibilità lavorativa ai padri, consentendo un migliore equilibrio tra famiglia e lavoro.
Sebbene ci siano ancora sfide da affrontare, il ruolo del padre è diventato sempre più inclusivo e coinvolto, riflettendo una comprensione più ampia e positiva della genitorialità e delle dinamiche familiari.

È paritario il rapporto oggi tra mamma e papà? Cosa consigli per l’equilibrio tra mamma e papà?
Sicuramente, al giorno d’oggi, si è fatta strada la consapevolezza dell’importanza di promuovere un rapporto paritario tra mamma e papà. Molti genitori, infatti, cercano attivamente di creare dinamiche familiari in cui entrambi i genitori siano coinvolti in modo equo nella cura e nell’educazione dei figli. Ciò significa che i compiti tradizionalmente assegnati alle madri, come la cura fisica ed emotiva dei bambini, sono sempre più condivisi con i padri.


Tuttavia, è importante riconoscere che non tutte le famiglie riescono a raggiungere una completa parità, a causa di molteplici fattori, tra cui le influenze culturali, le aspettative sociali e le sfide individuali. Ci sono ancora disuguaglianze evidenti nella divisione del lavoro domestico e delle responsabilità familiari, ma c’è un impegno crescente per superare questi ostacoli e promuovere una maggiore parità tra i genitori.

Ad esempio, ai nostri psicoterapeuti esperti in età evolutiva arrivano decine di richieste di sedute di coppia ogni settimana, aventi, tra gli obiettivi, proprio quello di trovare un equilibrio all’interno della famiglia.
Quello che è certo è che lavorare verso un rapporto paritario richiede un impegno reciproco da parte di entrambi i genitori nel ridefinire i ruoli tradizionali e nell’affrontare gli stereotipi di genere. È un processo che richiede comunicazione aperta, flessibilità e un sostegno sociale ed economico adeguato. In generale, la tendenza attuale è quella di promuovere un coinvolgimento più equilibrato e paritario tra mamma e papà, riconoscendo che entrambi hanno un ruolo fondamentale nella crescita e nel benessere dei figli.


Quali sono gli errori classici da evitare per un neo papà?
Ci sono alcuni errori comuni che i neo papà ci dicono di voler evitare durante i primi anni. Eccone alcuni che abbiamo selezionato tra i commenti in piattaforma e all’interno della community:
1) Mancanza di coinvolgimento attivo: uno dei principali errori è non essere attivamente coinvolti nella cura e nell’educazione dei propri figli. È importante partecipare attivamente al cambiamento dei pannolini, all’alimentazione, all’assistenza durante la notte e alle attività quotidiane dei neonati. Questo coinvolgimento aiuta a creare un legame emotivo forte con i figli e a rafforzare la relazione con il partner.


2) Ignorare il supporto al partner: la maternità può essere un periodo di sfide fisiche ed emotive, quindi è fondamentale offrire supporto emotivo, pratico e affettivo alla madre del bambino. Essere presenti, ascoltare e condividere le responsabilità quotidiane possono fare la differenza.


3) Manca di autostima e sicurezza: i neo papà possono talvolta sentirsi insicuri o incapaci di affrontare le sfide della paternità. È importante ricordare che diventare un genitore è un processo di apprendimento e che è normale fare errori lungo la strada. L’autostima e la sicurezza crescono con l’esperienza, lo studio, la formazione, l’apprendimento e il tempo dedicato alla relazione con il proprio figlio.
4) Sovraccarico di responsabilità: è comune, per i neo papà, sentirsi sopraffatti dalle nuove responsabilità. È importante imparare a gestire il proprio tempo in modo efficace, chiedere aiuto quando necessario e trovare un equilibrio tra le responsabilità familiari e quelle lavorative. La comunicazione con il partner per condividere le sfide e le responsabilità può alleviare il senso di sovraccarico.
5) Ignorare l’importanza dell’autocura: infine, un errore comune è trascurare la propria autocura. Essere un buon padre implica anche prendersi cura di sé stessi, sia dal punto di vista fisico che mentale. È importante dedicare del tempo al riposo, all’attività fisica, agli hobby e al sostegno sociale. Questo contribuirà a mantenere un equilibrio e una salute emotiva stabile.
Diventare genitore è un viaggio individuale, e ogni padre affronta sfide uniche. Evitare questi errori comuni richiede consapevolezza e impegno, ecco perché abbiamo creato Parentube: vogliamo migliorare il mondo di domani partendo dai genitori di oggi.


Qual è la mission di Parentube?
All’inizio del nostro percorso con Parentube abbiamo intervistato più di 1.300 genitori, e tutti ci hanno detto che l’arrivo di un figlio porta con sé emozioni straordinarie, una felicità incredibile!
Dall’altra parte, però, spinge i genitori all’interno di un mondo sconosciuto e totalmente nuovo per chiunque, in cui regnano i dubbi, le domande e la frustrazione per non essere in grado di vestire i panni del genitore.
Infatti, più del 90% dei neo-genitori incontra difficoltà e frustrazione nel proprio percorso, soprattutto nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza; più del 74% delle famiglie cerca soluzioni online ai propri quesiti, scontrandosi però con la confusione del web, dove si trova di tutto e si fatica a trovare informazioni verificate e professionali; 6 genitori su 10 hanno riscontrato problemi di coppia in seguito alla nascita del primo figlio. Infine, più del 50% delle famiglie che abbiamo intervistato non si è rivolto a un esperto a causa del prezzo elevato delle consulenze private. È anche per questi motivi che, da sempre, i neo-genitori si rivolgono ai nonni (quindi ai loro genitori) per chiedere consigli e insegnamenti.


La soluzione a tutto questo è Parentube, uno strumento che può davvero risolvere le paure di tanti neo-genitori. Abbiamo creato un ecosistema digitale in cui i genitori ricevono il supporto degli esperti della famiglia immediatamente, on-demand, 24 ore al giorno.


Il nostro scopo è migliorare il mondo, supportando le famiglie nel loro percorso genitoriale. Vogliamo rendere accessibile a tutti la conoscenza dei migliori esperti della famiglia.


Come può un figlio inficiare nella psicologia di un neo papà?
L’arrivo di un figlio può portare gioia e felicità, ma anche preoccupazioni e ansie riguardo al ruolo di genitore. La paternità comporta cambiamenti di identità e ruolo, suscitando una vasta gamma di emozioni. Tuttavia, può anche favorire la crescita personale e offrire l’opportunità di sviluppare nuove competenze. È importante affrontare queste sfide e cercare il sostegno del partner e di altri genitori per vivere appieno le gioie e superare le difficoltà che derivano dalla paternità.

La musica aiuta (anche) i bambini appena nati?
Certamente, la musica può sicuramente aiutare i bambini appena nati. La musica ha dimostrato di avere numerosi benefici per i neonati in diversi aspetti dello sviluppo:
1) Calma e rilassamento: la musica dolce e tranquilla può aiutare i neonati a calmarsi e rilassarsi. Melodie morbide e ritmi lenti possono creare un ambiente rassicurante e confortante per il neonato, contribuendo a ridurre lo stress e favorire il sonno.
2) Sviluppo cognitivo: l’ascolto della musica può stimolare il cervello del neonato e promuovere lo sviluppo cognitivo. La musica può contribuire a sviluppare l’attenzione, la memoria, il riconoscimento dei suoni e il pensiero critico.


3) Linguaggio e comunicazione: la musica può facilitare lo sviluppo del linguaggio e delle abilità comunicative nei neonati. Le melodie e le canzoni ripetitive possono aiutare a sviluppare la consapevolezza dei suoni e favorire la pronuncia delle parole.


4) Interazione sociale: la musica può essere utilizzata come mezzo di interazione sociale con il neonato. Cantare, ballare e suonare strumenti musicali insieme possono creare momenti di connessione e di intimità tra il neonato e i suoi genitori

5) Stimolazione sensoriale: la musica coinvolge diversi sensi, come l’udito e il senso del ritmo. L’esposizione a una varietà di suoni e ritmi musicali può stimolare i sensi del neonato e favorire lo sviluppo sensoriale.
6) Espressione emotiva: la musica può essere utilizzata come un modo per esprimere e gestire le emozioni. I neonati possono rispondere emotivamente alla musica, che può aiutarli a regolare le emozioni e favorire una connessione emotiva con i genitori.

Quali sono gli accorgimenti per un primo anno rilassato di maternità?
Per vivere un primo anno di maternità rilassato, ci sono alcuni accorgimenti utili da tenere in considerazione. Prima di tutto, è importante ascoltare il proprio corpo e rispettare i propri limiti, concedendosi il tempo necessario per riposare e rigenerarsi. Creare una rete di supporto solida, che includa il partner, familiari o amici fidati può alleviare lo stress e offrire aiuto pratico e emotivo.

Informarsi su vari aspetti della maternità, come l’allattamento al seno, il sonno del neonato, la cura del bambino e l’introduzione degli alimenti solidi può fornire sicurezza e consapevolezza.

Su Parentube.it, i genitori possono visionare gratuitamente centinaia di video e articoli realizzati con i migliori esperti dell’infanzia, che affrontano in modo approfondito queste e altre domande comuni, fornendo consigli e risorse preziose per un primo anno di maternità sereno. L’accesso a tali risorse ha già aiutato centinaia di neo mamme a sentirsi supportate, sicure e ben preparate per affrontare i cambiamenti e le sfide che il diventare genitori porta con sé.

Cosa rende rock un neo papà?
Suonare la batteria, sicuramente!!!

Scherzi a parte, un neo papà diventa “rock” quando si impegna attivamente nella cura e nell’educazione dei suoi figli, supporta il partner, è presente e ascolta i suoi piccoli, si adatta alle sfide con flessibilità, trasmette valori positivi e condivide la sua esperienza in modo autentico, costruttivo e utile agli altri genitori (ad esempio, all’interno della community social di Parentube).

Insomma, è un papà che sa essere una “rockstar” nella vita di famiglia!

– Cosa rende rock una neo mamma?

Le mamme sono già tutte rock, naturalmente! Ma se vogliamo dare una definizione anche qui, una neo mamma diventa “rock” quando affronta la maternità con passione e determinazione, abbracciando il suo ruolo con amore e impegno.

Essere “rock” significa essere una fonte di forza e ispirazione per i propri figli (e per gli altri genitori), dedicando tempo di qualità e affetto, supportando la loro crescita e sviluppo.

Una neo mamma “rock” sa adattarsi ai cambiamenti, superare le sfide con coraggio e resilienza, e crea un ambiente amorevole e positivo per la sua famiglia. È anche capace di prendersi cura di sé stessa, mantenendo un equilibrio tra le sue esigenze personali e la cura dei suoi bambini.


– Dove punta ad arrivare Parentube?
 
Parentube vuole diventare il punto di riferimento dei genitori e della famiglia entro il 2025.

Come oggi si va su YouTube per guardare video o su Amazon per acquistare oggetti, il nostro obiettivo è far sì che diventi naturale e immediato aprire l’App Parentube ogni qualvolta che un genitore avrà una domanda alla quale dare una risposta professionale e verificata.

In Parentube diciamo sempre che “bravi genitori non si nasce, si diventa”: lo crediamo davvero!

Fare il genitore è un lavoro a tutti gli effetti: un impegno, una responsabilità, un compito, un mestiere, un ruolo, una missione, una vocazione, una sfida, un privilegio, un cammino di crescita, un investimento di tempo ed energia, un’opportunità di amore incondizionato.

Perché dedichiamo più tempo nel formarci come professionisti, rispetto all’imparare ad essere bravi genitori? Quali sono le nostre priorità? Siamo proprio sicuri di non volere un aiuto?

Su Parentube.it oggi una soluzione c’è!

PARENTUBE – LORENZO FERRARI – 2023

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