Alla Ricerca Della Polpetta Perduta vi porterà nel cuore della cucina romana. Nel senso che sentirete palpitare i discorsi che ruotano attorno a una normale giornata culinaria dei cosiddetti ‘romani de roma’.

Giggi Fazi è stato uno dei più noti ristoratori nel periodo della Dolce Vita romana.

In quegli anni Sessanta, quando (e dove) tutto era possibile. Così proprio lui che aveva il ristorante a due passi da Via Veneto ha contribuito a fondare una scuola romana di cucina che ancora viene messe in pratica dalle nuove leve. Senza fronzoli o artefatti, una cucina dove ‘se magna de gusto’ e si torna, soddisfatti.

In Alla Ricerca Della Polpetta Perduta troveremo vari personaggi che tra una ricetta e l’altra spiegano com’era il mondo a quei tempi. E lo fanno con un dialetto tanto sbilenco quanto perfetto che rende al massimo l’idea sincera, e verace, della cucina romana.

Alla Ricerca Della Polpetta Perduta lo trovi

Sono presenti una quantità enorme di ricette della tradizione romana. Il libro è suddiviso in 12 capitoli: L’Antipasti, Le Minestre, Asciutte (intese come pastasciutte), L’Abbacchio, Er Bove E La Vitella, Un Mucchio De Ricette, La Caccia, Er Maiale, Er Pesce, Le Verdure, Li Dorci e infine La Cantina Mia.

Già, in Alla Ricerca Della Polpetta Perduta c’è anche una lauta spiegazione delle cantina preferite dal Fazi e sparse lungo tutto l’Italia.

Ci sentiamo in dovere di rendergli giustizia citando la ricetta succulenta di ‘Le porpette casarecce’:

“Occorente pe’ 6 persone – er bollito sgrassato che v’è avanzato pe’ fà er brodo – 150 g de mortadella romana – 100 g de pane bianco ammollato cor latte – 120 g de parmiggiano grattato – 25 g de pignoli lavati bene – 25 g de passerina tenuta a bagno nell’acqua calla ‘n quarto d’ora – 20 g d’erbetta (prezzemolo) – 2 ova intere – sale – pepe – ‘na grattatina de coccia de limone – er pangrattato che serve.

Macinate er bollito e la mortadella. Ariccojete l’impasto in un’insalatiera e unitece er pane, le du’ ova, er parmiggiano, l’erbetta, la grattatina de coccia de limone, sale e pepe. Date n’impastatina co’ le mano (lavatevele prima) e arimucinate: a ‘sto punto mettetece li pignoli e la passerina, dateje un’artra rimpastatina e poi cominciate a fà tante pallette quante ce ne vengheno; acciaccatele ‘n po’ cor parmo de la mano e passatele sur pangrattato. Vanno fritte co’ tant’ojo bollente.” 

Il resto è tutto da leggere e cucinare!

ALLA RICERCA DELLA PORPETTA PERDUTA – IACOBELLI EDITORE – 2018