Recensione di Cucina. Stephen King: Ricetta Per Un Disastro – Luca Fassina


Cucina. Stephen King: ricetta per un disastro

Cucina. Stephen King: Ricetta Per Un Disastro è un libro sul magico e fondamentale intreccio che esiste tra Stephen King, i suoi libri e la cucina, con quello che le ruota vorticosamente attorno.

Tutto è filtrato da un punto di vista che ci permette di approfondire un aspetto specifico, che ha un proprio spessore e una valenza, che non mi aspettavo e che mi ha lasciata stupefatta.

Dal comune spuntino pomeridiano al bisogno di aggregazione, il cibo è presente e costante nei suoi libi, proprio perché elemento naturale della vita quotidiana: goliardico come l’infilare un preservativo “Trojan” su una salsiccia che torna in cucina dalla mensa studentesca…

In Cucina l’autore porta a galla ogni momento, ogni scena, in cui Stephen King crea le sue rappresentazioni su carta, dà vita a snodi cruciali, in ambienti in cui il cibo è protagonista e dona senso.

Affascinante leggere quanti sono i riferimenti culinari nell’opera di King!

King usa di frequente icone e stereotipi della quotidianità statunitense: la girl-scout che passa porta a porta a vendere i biscotti; la figura del short order cook, quello che cucina cibi semplici, al limite del fast food, è presente ovunque si parli di una tavola calda e uno di questi è addirittura l’eroe del romanzo The Dome; l’usanza delle casalinghe americane di sorseggiare lo sherry da cucina mentre lavorano è spesso citata con accezione negativa…

La Cucina come stanza, luogo fisico e dell’anima, come cibo, singoli ingredienti, stati d’animo, creatrice di situazioni, cucina come condivisione.

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Proprio in cucina King ricevette la telefonata in cui gli comunicavano che la Signet Books avrebbe acquistato i diritti del suo primo romanzo Carrie, che cambiò, stravolgendola totalmente, tutta la sua vita.

Si ripercorrono scene di Shining mentre si arriva alla prima ricetta, i pancake con sciroppo d’acero, cui ne seguiranno altre, tutte da provare, tra cui di BBQ, cucina messicana, pop, salsa di ostriche e di un altro mondo…

Ne La Morte di Jack Hamilton, Rabbits, dopo aver estratto a mani nude una pallottola dal polmone di un compare, si sciacqua dal lago di sangue e propone di cucinare ai suoi complici la più grande colazione che abbiano mai mangiato.

È il contrappunto tra quotidianità e surreale che ci affascina e ci intriga dell’opera narrativa di King.

In Cucina. Stephen King: Ricetta Per Un Disastro tantissime sono le curiosità, i retroscena, le cose che scopriamo e altrettante quelle di cui ci rendiamo conto solo perché Luca Fassina ce le mostra, ce le racconta.

Si parla del rapporto con la cucina italiana, con le verdure, la carne, i dessert e l’alcool (che gioia per me ritrovare dopo tanto tempo, finalmente, di nuovo scritto in un testo alc-o-o-l con due O).

L’alcool, appunto, la cucina liquida, nelle opere di King assume significati molteplici e tante sono le sfaccettature.

Lui stesso ha avuto seri problemi di alcolismo, tanto da aver scritto Cujo, il libro sul San Bernardo che contrae la rabbia dal morso di un pipistrello e diventa una “macchina del terrore”, senza averne memoria alcuna.

Insomma in questo libro scopriamo quanto la Cucina, e il suo universo, siano una costante nei libri di Stephen King e quanto questo sia importante, per lui e noi lettori.

Questo è un testo per gli appassionati di King, della letteratura, della cinematografia, della cucina, per curiosi ed estimatori di testi che è più bello pensare di avere… anzichenò.

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CUCINA – OLIGO – 2022

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