Recensione di Hong Kong – Marco Lupis

Recensione di Hong Kong – Marco Lupis

Hong Kong, una citazione:

“Ho cercato di raccontare fin qui l’affascinante passato e il difficile e contraddittorio presente di questa straordinaria città. … Un atto di amore verso un luogo unico al mondo, che continua a esprimere, a ogni tentativo di approccio, il meglio e subito dopo il peggio di sé, conquista e respinge; sa farsi amare e l’attimo dopo odiare, in un continuo alternarsi di luce e ombra.”

Hong Kong è un libro frutto di un quarto di secolo di esperienze, lavoro e vita dell’autore nella città – letteralmente “porto profumato” – adagiata sul delta del Fiume delle Perle.

La città degli eccessi, dei record, della verticalità, dell’esagerazione.

Ma anche un posto unico, un luogo perennemente sospeso, uno spazio tra terra e mare, in equilibrio, precario ma stabile, tra mondi diversi.

È un luogo dell’anima.

Terra di confine e snodo tra culture differenti, Hong Kong è un sogno, nato da un incontro d’amore tra Oriente e Occidente.

Una città inquieta, spesso cruda e spietata ma ancora capace di conquistare il cuore con il suo fascino nascosto, avvolto da un’aura di orientale magia.

In questo racconto, mai convenzionale, se ne ripercorrono fisicamente le strade e idealmente la storia, alla scoperta di personaggi e vicende del passato, ma anche del drammatico presente segnato dal rapporto difficile e controverso con la madrepatria cinese, nello scontro tra due visioni differenti di capitalismo.

Un’incompiuta città-stato-arcipelago e il suo destino di avamposto tra la Cina e l’Europa.

Hong Kong guarda da sempre al futuro, senza mai voltarsi indietro.

I mutamenti epocali che l’hanno investita – tifoni devastanti, sconvolgimenti politici, guerre, epidemie – non hanno mai scalfito la sua capacità di adattamento.

Il passato non sembra trovare posto nella coscienza collettiva della città.

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Ma, negli ultimi anni, la gente della città si è sentita “presa in mezzo” tra due mondi, la Cina assolutista e l’Occidente libero e democratico, e si è vista abbandonata da entrambi, ancora una volta.

“Oggi Hong Kong non serve più. Non serve alla Cina popolare, non serve agli occidentali”.

Hong Kong oggi procede a vista, verso un futuro incerto.

Il principio “un paese due sistemi”, è naufragato. Non da ultimo, nella legge bavaglio spacciata come legge sulla sicurezza nazionale.

La ragione è che da sempre Hong Kong rappresenta un problema esistenziale per il Partito Comunista Cinese, perché raffigura ciò che odia di più: democrazia, libertà di stampa e di espressione, tutela dei diritti umani, un sistema giudiziario garantista.

Ma non sarà mai come la servile Macao.

Hong Kong ha un’essenza liquida, e rimarrà ostinatamente unica.

Marco Lupis, giornalista all’Huffington Post, è stato per molti anni inviato di guerra e corrispondente da Hong Kong per le maggiori testate italiane e per la Rai.

Esperto di Estremo Oriente, il suo libro «I cannibali di Mao» ha vinto il premio «Città di Como» per il miglior libro di giornalismo di viaggio del 2019.

Hong Kong si può leggere a diversi livelli: saggio storico e geopolitico, guida di viaggio, romanzo, reportage.

Lupis ha la capacità affabulatoria, le competenze e l’amore per il resoconto che lo accomunano ad altri due grandi corrispondenti esteri e reporter di guerra come Ryszard Kapuściński e Tiziano Terzani.

E non sono elogi a ufo.

Perché questo libro diventerà probabilmente un classico sulla città asiatica e un caposaldo della nuova letteratura di viaggio.

HONG KONG – IL MULINO – 2021

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