I Migliori 100 Vini Rosa D’Italia ha l’obiettivo di valorizzare un vino sempre troppo poco preso in considerazione. In Italia ma anche nel resto del mondo. Non ha ancora neppure una specifica classificazione ma rimane un vino non bianco per la Comunità Europea, oltre che per chiunque si approcci in modo categorico alla sua natura.

Il vino rosa dovremmo chiamarlo invece di etichettarlo come rosato o rosé, a seconda dei casi e dei contesti nei quali ci troviamo. Come per il bianco che per il vino rosso, la gradazione cromatica del vino rosa dipende dalla sua uva di origine e dal processo di colorazione che avviene durante la stessa produzione del vino.

In I Migliori 100 Vini Rosa D’Italia si mettono in luce gli aspetti incredibili di questa varietà di vino scansando la leggenda che il vino rosa sia un misto di vino bianco e vino rosso. Oppure, ancora peggio, sia prodotto con gli scarti dei suoi più rinomati colleghi.

Ogni vino in questa classifica ha quattro aspetti comuni. Infatti può andare da secco a morbido, da sottile a corposo, da aperitivo a dessert e da bere a da conservare. Ogni singola bottiglia presa in esame ha indicato regione, nome del vino, nome di azienda e comune di provenienza, etichetta, uve di produzione, prezzo e una spiegazione che ne racconta le caratteristiche e ne disegna la storia.

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Essendo un libro completo non poteva mancare una introduzione al mondo dei vini rosa, dove vengono raccontati i ‘soprusi’ di un vino da rivalutare al più presto, dove ne sono esaltate le qualità e ne sono spiegati nomi, metodi di produzione e le varie sfumature di colore.

Fa riflettere come sia la Francia il più grande produttore mondiale di vino rosa perché grazie alla continua ricerca e all’investimento sono riusciti a crearne una figura solida, valida come bianco e rosso, che purtroppo ancora a noi manca un poco.

Eppure abbiamo dei territori storici nella produzione dei vini rosa. Castel del Monte Rosato con il suo vitigno ‘Bombino nero’. Cerasuolo d’Abruzzo con il Montepulciano. Chiaretto di Bardolino con i vitigni di Corvina Veronese e Rondinella. Cirò Rosato con le uve del Gaglioppo. Salice Salentino Rosato con i vitigni di Negroamaro e Malvasia Nera. Valtenesi Chiaretto con il vitigno di Groppello.

Poi si passa alla lista dei 100 vini rosa promessi nel titolo, dove è lampante che quasi tutte le regioni italiane ne hanno una produzione che va dalle migliaia fino ai milioni di bottiglie.

Infine ci si chiede se un vino rosa si possa fare invecchiare. La risposta è ovviamente sì, sempre al pari degli altri. Si spiegano le temperature di servizio e i bicchieri più adatti. Conclude un indice alfabetico dei vini che non guasta mai per ritrovare un’etichetta che ci ha particolarmente colpito.

I MIGLIORI 100 VINI ROSA D’ITALIA – SLOWFOOD EDITORE – 2019

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