Recensione di Iceberg – Tanguy Viel

Recensione di Iceberg – Tanguy Viel

Iceberg, una citazione:

“Qualche volta, è vero, ma solo qualche volta, in una vetrina casuale, sulla copertina di un libro, ci capita di provare quella sensazione intima di percepire a colpo d’occhio, nero su bianco, in un titolo o in una frase, la tensione che ci pervade. Ed è come se d’un tratto, fugacemente, fossimo racchiusi tutt’interi in un’unica formula, specchio cifrato di noi stessi nel quale riconoscere, anche se illusoriamente, il movimento immortalato di sé.”

Iceberg è un piccolo ma prezioso saggio sui margini dell’animo e della scrittura.

Ammesso e non concesso che entrambi ne abbiano.

La letteratura, nelle mani degli sciocchi, è intollerabile. Tuttavia, ha sempre annoverato tra le sue fila una parte di miserabili, che prendono in mano la penna solo perché si trovano interessanti.

Del resto, come diceva Goethe, «ci sono libri che sembrano scritti non per l’istruzione del lettore, ma per fargli vedere che l’autore sapeva qualcosa».

Ed è così che, anno dopo anno, le librerie vengono invase di opere inconsistenti quanto un refolo d’aria.

Esiste, comunque, un esiguo numero di scrittori che si chiedono cosa voglia dire scrivere, a cosa serva e, soprattutto, a chi.

Scrittori che non si sentono, a differenza di altri, autorizzati a scrivere.

O per cui la scrittura rimane, al di là di tutto, un’attività poetica, un’opera di invenzione e di ricerca con successo irregolare.

Attraverso una serie di digressioni sulla scrittura e sulla lettura, Tanguy Viel passeggia tra gli scaffali delle biblioteche.

Si interroga sulla vita degli scrittori e scorge, in ogni pagina letta, la promessa di una risposta alla ricerca che sta svolgendo.

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Ad accompagnarlo in questo viaggio, alcune tra le più autorevoli figure letterarie di sempre: Cicerone, Freud, Robert Burton, Christine de Pisan, Hermann Hesse, Montaigne, Valéry, Aby Warburg e Ludwig Binswanger, Maurice de Guérin e Amiel, Virginia Woolf e Dante.

Poiché nei libri veri c’è qualcosa di marino, sono concepiti per affrontare il mare, addirittura, fino a un certo punto, per contrastarlo, a forza di fendere i flutti, attraversare l’onda e poi, ancora, ricadere con agilità nel suo incavo.

I veri libri conservano lungo il loro percorso quella resistenza alla deformazione che consente a ognuno di essere dall’altra parte della vicenda, spostando sulla superficie dell’acqua la massa calcolata del suo volume.

Iceberg ci propone di dis-abitare le costrizioni e le ansie della condizione umana grazie ad una mente agile, confidente nel potere salvifico della lettura.

Forse il codice segreto delle nostre esistenze si trova sparpagliato in mille letture inaspettate, in mille rivoli di righe bramate o solo casuali.

Riveliamo parti di noi solo saltellando qua e là, girovagando senza meta.

Con pensieri e intercalari che acquisiscono spessore attraverso pagine lette, o anche solo sfogliate.

Tanguy Viel, classe 1973, è un prodigioso esponente della nuova letteratura francese.

Con Neri Pozza ha pubblicato “L’assoluta perfezione del crimine”, “Insospettabile”, “Paris-Brest” e “Articolo 353 del codice penale”.

In Viel lo stile è raffinato e la prosa torrenziale, che dona la sensazione di immergersi in un flusso di coscienza impetuoso.

Iceberg è un omaggio perfetto per chiunque sia allergico alla eccessiva semplificazione, di sé come del moto ondoso circostante.

Un moto ondoso che, per convenzione, chiamiamo esistenza.

ICEBERG – NERI POZZA – 2021