Saveur Saint-Yves è un affascinante quarantenne, proveniente dalla Martinica, che vive a Orlèans, è nero, ma “ha sbiancato la razza”.

Psicologo, single, con le spalle larghe, ha la voce suadente e un figlio di otto anni: Lazare.

Lupa Bianca Lupo Nero è il primo capitolo della loro storia (ne seguiranno altri e già non vedo l’ora), in cui le vicende della vita familiare si intrecciano perfettamente con quelle dei pazienti dello studio.

Nel procedere con la lettura i personaggi prendono corpo, piano piano ciascuno si colloca esattamente al proprio posto all’interno della storia, e ogni cosa sembra più chiara.

Saveur col suo lavoro cerca di aiutare gli altri, soprattutto concentra il proprio lavoro di psicologo nel far in modo che le persone che segue riescano ad aiutarsi da sole.

Le sue terapie sono rivolte per lo più ad adolescenti, ma per forza di cose poi nelle dinamiche da sviscerare per aiutarli entrano in ballo i genitori, gli amanti dei genitori, i fratelli…

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A ciò si aggiunge il rapporto tra Saveur e Lazare, ottenne che in casa ha un posticino nascosto dal quale ascolta e ci racconta tutte le sedute del padre.

Proprio così conosciamo Margaux che si scarifica le braccia, Ella che sogna di essere il cavaliere Elliot, Cyrille che fa ancora pipì a letto, gli Augagneur (tre figlie, papà e mamma + la nuova compagna di mamma).

A casa con loro vive Gabin, la cui madre è stata rinchiusa nel reparto psichiatria di un ospedale.

La vita passata di Saveur ad un certo punto torna prepotente da lontano a creare sconquasso e lo psicologo deve trovare un modo per salvarsi.

Spettatore di tutto il il tran tran di casa loro è Bounty, un criceto che gli dà tante soddisfazioni e qualche cucciolo da piazzare.

Lupa Bianca Lupo Nero è davvero una lettura godibile, perfetto per grandi e per ragazzi.

Non mi resta che passarlo a mio figlio di quasi 11 anni e attendere il prossimo.

LUPA BIANCA LUPO NERO – GIUNTI – 2019