Recensione di Quando Dio Ballava Il Tango – L.Pariani

Recensione di Quando Dio Ballava Il Tango – L.Pariani

Quando Dio Ballava il Tango, romanzo di Laura Pariani, tocca le corde più profonde della storia di una collettività. Di un popolo.

Racconta l’emigrazione italiana verso l’Argentina ripercorrendo più di un secolo di storia. E lo fa attraverso le parole, i ricordi, le emozioni, il vissuto di sedici donne.

«Niente è passato: tutto è presente, tutto mi sta qui nel cuore.»

In Quando Dio Ballava il Tango le storie partono dal 1887 con le testimonianze delle più anziane, tra le quali, Catterina Cerutti, Venturina Maijna, fino al 2001, anno in cui la più giovane Corazón Bellati torna in Argentina, dopo esserne fuggita nel ’78 in piena dittatura militare.

Pagina dopo pagina avremo modo di conoscerle tutte. Ognuna di una generazione diversa. Ognuna con un passato, una ferita da curare. Affetti da ricostruire. Ma non mancheremo di scoprire, che le loro, sono anche vicende personali fatte di sopraffazione, violenza, amori forzati.

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Eccole quindi Maria Roveda, Mafalda Cerutti, Socorro López e tante altre. Tutte figlie di un esodo che le ha volute lontane dalla terra natia. Pezzi di un’umanità che si è trovata a vivere “nella faglia” di una contraddizione storica, sociale che, a volte, ha solo restituito dolore per dolore. Fatica per fatica. E spesso mai il benessere agognato.

Leggere Quando Dio Ballava il Tango ci fa incrociare i destini di tante famiglie e anche di tanti uomini. Tramite le risate, le lacrime, le confidenze di queste donne noi ritroviamo «padri, mariti, amanti, figli».

Con grande potenza attraverso la narrazione di Laura Pariani rivive il passato storico di due paesi. E quell’Oceano che spesso ha separato, ha fatto paura inghiottendo volti, nomi “si fa da parte” grazie alle parole. Parole che attraversano il tempo, gli avvenimenti. Nonostante tutto.

«… Adesso che ha passato gli ultimi ventidue anni nella Cascina Malpensata da cui sono partiti i primi emigranti della sua famiglia, il luogo da dove tutto è cominciato; adesso che ha sperimentato sulla propria pelle cosa si prova a vivere in una terra dove non si è nati, parlando un’altra lingua con un accento mai perfetto, quasi fosse un marchio di diversità: come se, invece di appartenere a due Paesi non si appartenesse a nessuno. Confundiendo uno con otro.»

QUANDO DIO BALLAVA IL TANGO – LA NAVE DI TESEO – 2021

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