Recensione di Tutto Il Bene, Tutto Il Male – Carola Carulli

Recensione di Tutto Il Bene, Tutto Il Male – Carola Carulli

Tutto Il Bene, Tutto Il Male è una vetrina delle fragilità umane. Ognuno di noi è a modo proprio un eroe nel consueto e implacabile scorrere della vita quotidiana.

Di fronte alle prove che dobbiamo ogni giorno superare per forza, c’è chi si distende nella propria personalità e si annida nelle emozioni. Crea così una personale visione del mondo che lo fa all’occorrenza anche sorridere delle insidie.

In Tutto Il Bene, Tutto Il Male andremo alla scoperta di Sveva e di sua zia Alma passando per un gran numero di personaggi che orbitano intorno alle loro vite.

A cominciare dalla mamma di Sveva, e sorella di Alma, troppo depressa per riprendersi la vita che un marito anaffettivo le ha tolto. Passando per il padre di Alma, e nonno di Sveva, uomo tosto, che ha saputo resistere alle angherie di una moglie, e mamma di Alma, che ha non hai mai accettato la fedeltà del matrimonio.

C’è anche Dafne, il folletto della storia, che aiuta la sua amica Alma, e Sveva, a sentirsi vive nei momenti più complicati ma che anche lei ha le sue debolezze e le sue fragilità e per questo appare e scompare nella loro vite.

“Resistiamo alle mancanze. Ci adattiamo, per sopravvivere. Siamo pieni di buchi, vasi rotti che fanno finta di non essere caduti.
Come parassiti proviamo a ingoiare le nostre mancanze, sperando di farle restare nel punto più profondo di noi stessi, dove non si vedono, dove nessuno può sbirciare, dove il buio è buio davvero.”

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Sveva vuole fare l’attrice ma sua madre non ha l’energia per sostenerla e quindi tenta di dissuaderla. E’ Alma a incoraggiarla ad andare avanti per realizzare se stessa.

In Alma, Sveva vede tutto quello che le manca nella sua famiglia. Un sostentamento psicologico, una forza ad accedere alle attitudini e una spensieratezza che a casa sua non c’è mai stata.

“Poi però c’era Alma, il mio gancio nel cielo, a stringere le mie braccia e a darmi quell’amore che ogni ragazzina con problemi di cibo cerca nella sua famiglia.”

Sarà da qui che Sveva partirà per costruire la sua vita. E sarà da qui che inizierà a imparare a difendersi dai problemi della quotidianità.

Ma anche Alma, come tutti i personaggi di Tutto Il Bene, Tutto Il Male, ha un lato oscuro, fragile, che punta con insistenza a venire a galla e che si manifesta nei momenti più impensabili.

L’oscurità interiore non si spegne semplicemente accendendo la prima luce che abbiamo a tiro. E la spensieratezza può rappresentare un innocente scudo per difendersi da se stessi.

E questo Sveva lo capirà tutto insieme da parole improvvise di Alma che intanto è anche diventata madre di Leyla grazie al compagno Tommaso. Sarà la forza della maternità che le darà la spinta per sincerarsi con Sveva perché la sente più come una figlia che come una nipote. Al punto da chiamarla ‘la sorella di Leyla’.

Sarà Alma a incrociare i destini. Sarà la stessa Alma a insegnare il bene e il male della vita.

TUTTO IL BENE, TUTTO IL MALE – SALANI – 2021

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