Recensione di Una Giostra Di Duci E Paladini – Alberto Cassani

Recensione di Una Giostra Di Duci E Paladini – Alberto Cassani

Una Giostra Di Duci E Paladini, una citazione:

“..Ai comuni mortali quelle che servono sono soprattutto le piccole virtù, quelle utili a sopportare le ingiustizie altrui senza farsene travolgere.”

Una Giostra Di Duci E Paladini è il racconto di un gruppo di amici che la vita ha allontanato e che rinsaldano il loro rapporto di fronte al pericolo.

Il giornalista Victor Costa è scomparso.

Anche se è ormai sporadica la frequentazione che il professor Walter Savini ha con lui, la telefonata di Carla, l’ex moglie di Victor, lo mette in ansia.

Forse perché́ sono tanti i ricordi che condivide con lui e con gli altri amici che lavorarono al progetto della Città del Teatro, che li aveva uniti all’incirca vent’anni prima.

Poi ciascuno aveva preso un’altra strada, come spesso accade, ma avevano cercato di non perdersi di vista.

Ancora scosso, Walter decide di chiedere aiuto ai suoi vecchi compagni e consiglio al loro mentore di allora, Amleto Coen.

Basterà̀ sentirli, perché́ le loro vite tornino a incrociarsi nella ricerca dell’amico scomparso.

Nel frattempo, sono già̀ in tanti sulle tracce di Victor, persino i Servizi segreti.

Lo cercano perché́ ha tra le mani delle informazioni che potrebbero danneggiare il governo.

E il Capo, l’uomo che è tornato al potere impersonando lo spirito dei tempi e il destino della nazione, non può̀ certo permetterlo.

In un susseguirsi di eventi, tra agenti che pedinano altri agenti, e convegni di aspiranti terroristi, mentre tragedia e farsa si rincorrono, Victor e i suoi amici cercano di non soccombere.

In questa giostra di «duci e paladini», che sposta lo scenario della storia da una città di provincia del Nord Italia a Milano, poi a Parigi, fino a Bangkok, per poi tornare in Italia, a Roma e di nuovo nella cittadina di partenza, si intreccia e si dipana un intrigo che coinvolge politica, ambizioni, denaro, amicizie e passioni mai sopite né dimenticate.

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Costruito come un romanzo dentro il romanzo, il libro unisce in modo ironico e originale fantapolitica e cronaca di provincia.

E alla fine parla delle scelte che riusciamo a fare e di quelle mancate, e di come queste ultime possano poi diventare materia per il racconto.

Alberto Cassani è nato e vive a Ravenna. Ha esordito con la spy story L’uomo di Mosca, pubblicata nel 2018 da Baldini+Castoldi.

Con giostra un tempo si indicava il torneo medievale, in cui i cavalieri si scontravano, spesso andando incontro alla morte.

Quindi giostra anche come rischio e sfida, concetti che ci portano ai “duci e paladini” che si sfidano nel romanzo.

I duci incarnano il cinismo del potere, mentre i paladini sono, a modo loro, degli idealisti. A volte l’esistenza degli uni chiama la reazione degli altri.

Entrambi sono necessari, in un mondo che da sempre si divide tra cinismo e candore.

Alberto Cassani si è sempre occupato di politica e di cultura. Queste sue passioni convergono in questo libro.

Dentro Una Giostra Di Duci E Paladini ci sono Ravenna e l’Italia degli ultimi anni. Il dettaglio e l’insieme. Il disincanto e l’impegno. Una piccola realtà e una nazione intera che devono fare i conti con retaggi e realtà.

Soprattutto c’è la malinconia per un tempo in cui gli ideali prospettavano una salvezza, sia individuale che collettiva.

Che oggi si è rivelata una mera illusione.

Ma forse è la speranza la virtù dalla quale ripartire.

UNA GIOSTRA DI DUCI E PALADINI – BALDINI+CASTOLDI – 2021