Roma E Il Meglio Del Lazio 2024 del Gambero Rosso – Recensione

Roma E Il Meglio Del Lazio 2024 del Gambero Rosso – Recensione

Arriva in libreria l’edizione 2024 della ristorazione romana: 1.000 indirizzi per mangiare e comprare.

Non sono anni facili per le attività ristorative. Costi alti, si ripensano le modalità di lavoro e il turn over tra aperture e chiusure non fa eccezione. Neanche a Roma.

Emergono però alcune tendenze interessanti.

L’ondata legata al vino naturale è forse quella più evidente. Le selezioni enologiche di un certo tipo informano il panorama culinario in città: piatti settati sul prodotto artigianale, sia in cantina che nei piatti.

Affiora anche un’offerta incentrata su assaggini: piattini, tapas, un mangiare easy e senza schemi che vede riemergere anche la fruizione al bancone.

Una tendenza “fraschetta 2.0” incentrata sulla qualità dei prodotti e sulla sostenibilità della filiera produttiva.

Su questa linea hanno iniziato qualche anno fa posti come Bar Bozza, L’Antidoto, La Mescita ma ora i può parlare di una vera e propria esplosione.

Basti pensare a realtà come Avanvera, Ciaparat, Lento e, soprattutto, Ruvido che mette a tavola una commistione cibo/vino così ben riuscita da essere inserito fra gli esercizi meritevoli del premio speciale Novità dell’Anno.

Insieme a Orma, la nuova casa del fine dining di Roy Caceres e a Li Somari, una super trattoria guidata dalla bravura di chef Adriano Baldassarre.

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Altra insegna da premio è Forme: una microbottega del gusto tra i vicoli di Trastevere, con selezione eccelsa di prodotti gastronomici.

Spazi più piccoli: bisogna fare i conti con una metropoli che diventa sempre più costosa e sempre più ambita dai grandi investitori internazionali.

Dopo il Bulgari con Niko Romito, c’è ora attesa per il Romeo Hotel (che per la ristorazione avrà un nome come quello di Alain Ducasse).

Roma però è una città che più di ogni altra resta profondamente ancorata alle proprie radici, perché non c’è locale che non proponga i piatti simbolo della Capitale.

Per questo Gambero Rosso ha istituito un nuovo premio ai “Campioni della tradizione”, che vuole premiare un ristorante particolare per un piatto specifico della tradizione romana.

Inoltre, i locali insigniti dei Tre Gamberi, il massimo riconoscimento per le insegne di tradizione, che sono grandi riferimenti in città.

Sono insegne storiche, come Armando al Pantheon. Dal Pantheon a Campo de’ Fiori, ecco il Grappolo D’oro.

C’è poi Arcangelo Dandini, poeta dei fornelli, che ha trasformato il suo Arcangelo in un presidio di cultura gastronomica laziale, mentre a Monteverde troviamo le specialità da Cesare.

Obbligatorie le sortite fuori porta per godere del lavoro di due grandi insegne bucoliche.

Nel viterbese, a Grotte Santo Stefano, al Casaletto, agri-ristorante della famiglia Ceccobelli. Ad est, tra i Monti Lepini e Prenestini, alla corte di Giovanni Milana, grande cuoco di Sora Maria e Arcangelo, in quel di Olevano Romano.

Senza dimenticare che la cucina a Roma è anche innovazione coniugata alla qualità dei prodotti.

Tra i nostri preferiti Giulia Restaurant, condotta con grande piglio e tecnica dallo chef Alessandro Borgo, Enoteca Mostò e il suo padrone di casa Ciro Borriello, 180g Pizzeria Romana con le creazioni croccanti di Jacopo Mercuro e il pub-bottega Pork’n’Roll dei fratelli Roccia.

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ROMA E IL MEGLIO DEL LAZIO 2024 – GAMBERO ROSSO – 2023

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