La Quinta Essenza è un viaggio alla scoperta di noi stessi grazie alle avventure di Leonard Want. Un personaggio mago con le parole inventato da Paolo Borzacchiello.

Want gestisce ogni situazione grazie all’arte del controllo della mente. Ma diventa sempre possibile nel nostro mondo gestire ogni situazione con la razionalità?

In La Quinta Essenza uno scenario apocalittico si presenta al cospetto del lettore. Il mondo si avvia alla fine se qualcuno non fermerà la distruzione.

“Davanti a me si apre la voragine che ha squarciato il London Bridge. Sotto, il terribile vuoto di un mondo che non c’è più. Intorno, a perdita d’occhio, solo macerie, roghi e mucchi di cenere, come quella che si toglie dal camino quando la legna ha smesso di bruciare, e che leggera si sparge nell’aria solo con un lieve soffio.”

La storia si apre con un’immagine forte che ci catapulta in una realtà sull’orlo del baratro.

In più, l’autore c’informa che La Quinta Essenza è un libro che ci cambia mentre lo leggiamo perché c’insegna a sfruttare al meglio il nostro cervello. A programmarlo.

E’ questo uno dei conflitti che vive nel romanzo Leonard Want. Controllare tutto o lasciarsi andare alle emozioni? Questa domanda diventa l’ago della bilancia del racconto.

Controllare le emozioni non permette a noi umani di viverle così come capita a Leonard con sua figlia Elizabeth che gli rimprovera proprio la sua assenza empatica.

O come capita anche con sua sorella Claudia, affetta da un grave male, al quale Leonard tenta in tutti i modi di dare un antidoto tramite l’uso della mente.

Come se esistesse un antidoto alla morte. Come se controllare la nostra mente volesse dire controllare anche il nostro tempo. La nostra naturale scadenza.

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Leonard combatterà contro i cavalieri dell’Apocalisse, affiancato da Lisa, Lucifer ed Evelin, corrispettivi di un Dio assolutamente umano e dei suoi aiutanti più stretti. E combatterà anche contro se stesso. Contro la sua paura più grande, quella di sentirsi un essere umano e come tale un essere imperfetto e assolutamente mortale.

La Quinta Essenza, tra le righe, elargisce utilissimi consigli con frasi in grassetto e in corsivo. Di seguito un esempio in grassetto.

“La faccenda delle parole è davvero importante. Se pensi di avere un problema, il tuo cervello si predispone in maniera negativa al contesto. Se pensi di avere una questione da risolvere, nel tuo cervello si muovono ormoni diversi e le implicazioni sono differenti. Il modo in cui definisci la realtà può trasformare letteralmente questa realtà, in una maniera o nell’altra.”

Ci fa rendere conto che abbiamo uno splendido alleato pronto ad aiutarci in ogni situazione.

Il nostro cervello.

Ci permette di comprendere molti dei nostri limiti abituali. Ci aiuta a risolvere, grazie al giusto uso delle parole, situazioni all’apparenza impossibili da risolvere.

Siamo entrati nell’era dell’empatia e nessun libro più di questo va letto per chiarirci le idee.

La Quinta Essenza, (come La Parola Magica e Il Super Senso sempre dello stesso autore e con gli stessi protagonisti), va consigliato a tutti, non solo a chi è in cerca di un miglioramento personale. Ci svela l’intima natura della nostra vita. Ci fornisce i mezzi necessari per affrontare con maggiore tranquillità ogni giornata.

E che la vita, già solo per quello che rappresenta, è affascinante e va vissuta secondo per secondo. Senza pensare a ieri.

E neppure a domani.

LA QUINTA ESSENZA – MONDADORI – 2020