Recensione di Rock Is Dead – F.T.Sandman-E.Porzioni


Rock Is Dead cover 2017 Recensioni

Rock Is Dead di F.T Sandman e Epìsch Porzioni comincia come l’ingresso di una scalcinata band rock in un locale. Con il primo della fila che sbatte la porta perché spinto da quello dietro mentre le risate generali della band riempiono l’entrata. E prima di qualunque cosa, ci scappa almeno una birra per rompere il ghiaccio con l’ambiente.

Rock Is Dead ha una prefazione lampo, semplice ed efficace, rock, dove Omar Pedrini racconta di essere scampato all’indice del libro in questione, tipo tre o quattro volte, altalenando tra il felice e il rammaricato per il mancato rintocco di una campana distorta.

Così, come, appunto, una rock-band si comporterebbe all’ingresso di un locale, ovvero rivelando subito la propria natura verace.

Segue un’introduzione di Episch Porzioni, l’autore la chiama “intro” come nelle canzoni, dove in amicizia parla col lettore. Gli spiega che non ha speso soldi per una delle solite guide striminzite alle morti maledette del rock.

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NO. Niente. Tutt’altro. Invita alla riflessione pura con termini semplici, discorsivi, fruibili come una chiacchierata al pub. Conclude che le introduzioni non le legge nessuno e invita il lettore ad accendere lo stereo e alzare il volume a palla. In purissimo spirito rockettaro.

Rock Is Dead comincia con la morte di Johnny Ace. A volte la fatalità di un gesto lo rende molto più enigmatico della premeditazione, quando invece magari un futile errore di valutazione dovuto allo sballo potrebbe aver disintegrato una stella che cadendo fa così tanta luce da non spegnere mai il dubbio sulle cause della sua dipartita.

Ecco così parte Rock Is Dead, con il botto di una pistola rivolta verso una tempia. E gli sguardi disorientati di chi ha assistito che proiettano supposizioni, anche lontane tra loro.

L’enigma in Rock Is Dead è sempre in agguato perché il rock non permette, mai, finali scontati. F.T. Sandman ed Epìsch Porzioni si calano con generosità nella ricerca del significato di una tragedia rockettara mostrando numerosi riferimenti al lettore e avendo il coraggio di dire la propria anche sulle morti eccellenti.

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Dopo Johnny Ace ci sono le storie di un’altra sessantina di stelle cadenti e ancora luminose che aspettano di essere lette, come mai capitato prima in un libro simile.

Anche perché, per ora, un libro simile a Rock Is Dead, proprio non c’è.

Forse ci si chiede come mai non abbiano incluso la morte di Amy Winehouse. Una risposta è ipotizzabile: la Chinaski Edizioni gli ha dedicato un libro intero. Come sempre che si discosta dalla solita cronaca delle ore finali e tutto il resto, infatti in Amy e Blake, la morte della Winehouse diventa il palcoscenico per il racconto esasperato della madre di un eroinamane, Blake Fielder.

Rock Is Dead si articola in racconti brevi che non superano mai le dieci pagine. Scorre sincero, veloce, trascinante e battente, come il migliore dei riff rock in circolazione.

ROCK IS DEAD – CHINASKI EDIZIONI – 2017


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