Dopo averlo apprezzato per la cura della bella antologia Gli Stonati (Neo Edizioni), eccoci di nuovo a fare due chiacchiere con Alessio Romano su D’Amore e Baccalà, edito da EDT.

Alessio, quella di scrivere una guida gastronomica delle specialità tipiche portoghesi è stato un espediente o dura realtà?

L’incarico più bello della mia vita. Ma il progetto Allacarta è molto di più: non una guida, ma un racconto d’autore che io ho cercato di declinare con un romanzo d’amore. Ma anche di baccalà.

Questo libro come è nato: dall’idea alla sua fisica realizzazione?

Prima di tutto c’è stato il mio incontro con Lisbona. Un vero e proprio colpo di fulmine. Poi c’è stato un mese a vivere lì che considero come uno dei periodi più belli e spensierati della mia vita. Poi ci sono stati mesi di scrittura e sopratutto riscrittura a casa.

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D’Amore e Baccalà oltre ad un romanzo ed una guida è anche una storia d’amore, chi è Beatriz?

La cugina portoghese di Camilla Lopez. Il richiamo a “Chiedi alla polvere” di John Fante mi è venuto spontaneo. La città più giovane e poetica ha richiamato alla mia mente il romanzo più bello su giovinezza e poesia.

Nel tuo libro gli spiriti di alcuni grandi scrittori (Tabucchi, Pessoa e non solo), ti guidano un po’… è così anche nella vita?

Sempre. I grandi scrittori e le loro opere sono come bussole per orientarsi nel mondo.

Il libro è intrigante e divertente allo stesso tempo, scriverlo cosa ti ha suscitato?

Saudade. La gioia di essere tristi, la malinconia del ricordo di un momento felice; il sapere che non si ripeterà più, ma l’apprezzare anche questa sua unicità senza rimpianti.

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È accaduto qualcosa di inaspettato durante la stesura D’Amore e Baccalà?

Avevo molta paura di non riuscire a rispettare i tempi di consegna previsti: invece il libro, almeno nella sua prima stesura, si è quasi scritto da solo.

La pietanza migliore che hai assaggiato durante il soggiorno a Lisbona e dove?

Il bacalhau espiritual in una tasca di Alfama (O Beco, se qualcuno vuole provare ad andarci). Ma anche il porco a alentejana nella Casa do Alentejo: stufato di maiale con vongole. Delizia mare e monti e incubo vegano.

Come hai scelto la copertina (che ribadisco SPACCA) e chi ne è il soggetto?

Per la copertina il merito è tutto della casa editrice. Sono d’accordo anche che spacchi.

Fa parte di un murales dedicato al Fado e rappresenta la mitica Maria Severa Onofriana, cantante di fado e prostituta vissuta nell’800 a Lisbona.

Cucina, amore, viaggi, letteratura, musica… sono tutte tematiche con cui sei a tuo agio?

Certo. Te la senti di biasimarmi?

Come descriveresti il Fado a chi non lo ha mai ascoltato?

Come il migliore tentativo di unire poesia e musica. E come una straordinaria prova performativa delle cantanti che trasmettono sempre grandi emozioni.

Sei davvero così innamorato di Lisbona come traspare dalle pagine del tuo libro?

Sì, è davvero un posto unico al mondo. Onirico e vivace, triste e spensierato. La sintesi urbana di tutto il mondo.

Dicci una cosa che non conosciamo di Lisbona ed un luogo imperdibile per chi la visita.

Il Castelo per me rimane uno dei posti più belli e forse anche il primo da vedere. Consiglio la guida al sito archeologico che in molti snobbano, ma che ti mette in contatto diretto con la millenaria storia di Lisbona.

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Cosa hai riportato dal tuo viaggio, fisicamente (es: Libri/calamite da frigo?) e moralmente?

Ho riportato tanti amici artisti e le loro opere: quadri, cd, poesie, libri autografati.

Progetti futuri?

Sto pensando a un giro del mondo. Ma è davvero troppo presto per parlarne.

Alessio grazie mille per questa intervista e per il libro che è stata davvero una bella scoperta ed essendo anche un’utile guida resterà a portata di mano!

Buon viaggio allora: Lisbona ti aspetta!

D’AMORE E BACCALA’ – EDT – 2018

 

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