Due Pinte Di Birra di Roddy Doyle – Recensione

Due Pinte Di Birra di Roddy Doyle – Recensione

Due Pinte Di Birra. Salute! In alto i bicchieri.

Dublino. Sempre la vecchia e sporca Dublino, come direbbero i Modena City Ramblers. E poi un pub, il solito affascinante pub d’Irlanda. Un’immagine che sa di poesia.

Due sgabelli e un bancone. Il bancone come protagonista, anima del pub: il bancone ascolta, a volte fornisce le risposte ma non giudica mai.

Due amici si ritrovano ogni settimana. Una consuetudine di cui non è possibile fare a meno. Con una bella pinta davanti tutto è possibile: “…Lo sai che certe volte ci si arrabbia e poi, ragionando, ci si calma. Ma altre volte ci si arrabbia e si capisce di aver ragione a essere arrabbiati.”

Nel pub di Due Pinte Di Birra i due uomini affrontano gli argomenti più disparati.

Si parla di politica irlandese, si tratta delle prossime elezioni negli Stati Uniti. Si discute di Gheddafi, del debito della Grecia e dell’operato di un certo Silvio Berlusconi. Insomma, roba impegnata.

Sì, ma c’è anche altro. C’è addirittura la musica. La morte di Whitney Houston, i Deep Purple, Top of the Pops. Musica…per le orecchie del bancone.

Uomini, birra e pub. In questo trinomio non proprio da oscar, come può mancare il calcio? Le contese su Fernando Torres, sul Chelsea e su Andriy Shevchenko non possono attendere.

E poi ci sono gli inglesi. Un’ossessione secolare per gli irlandesi: non possono mancare mai, è inevitabile. Dopo ogni sorso, faticoso non proferire parola sulla visita nell’isola verde della regina Elisabetta e sulla maternità di Kate Middleton.

L’Inghilterra: una piaga difficile da estirpare o solo un argomento di cui discutere? Alla fine solo una sola cosa mette d’accordo tutti: “Bello, eh, che possiamo ricominciare a odiare gli inglesi?”

Due Pinte Di Birra è l’ennesima invenzione geniale di quel talento di Roddy Doyle. Un romanzo in perfetto “stile Doyle”. Scanzonato, anticonformista e per nulla scontato.

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I dialoghi secchi e irriverenti rivelano la reale atmosfera del pub ed esaltano alcune caratteristiche peculiari “dell’animale da bancone”. Sì perché i due personaggi, al limite dello scontroso, incarnano fedelmente l’irlandese con il bicchiere in mano: pessimista, all’inizio diffidente ma tanto tanto socievole.

Divorando con estrema velocità queste pagine non si può che riscontare una gradevole leggerezza, quella piacevole spensieratezza necessaria a celebrare la nostra quotidianità. Una consuetudine fatta di semplici gesti che possono renderci felici, possono renderci liberi.

Come alzare in alto una birra.

In nome dell’amicizia. In nome del santo bancone.

“Non potevano, non so, andare a farsi una pinta?”

DUE PINTE DI BIRRA – GUANDA EDITORE – 2013

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